Il Miele della Lunigiana DOP

A cura di Francesco Dal Pino
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Arte, Cultura e personaggi | 0 Recensioni

Caratteristiche del miele  
Cenni Storici
Caratteristiche del Territorio
Produzione
Valenze Gastronomiche
Commercializzazione
Reperibilità e Distribuzione
stagionalità
Curiosità

Il Miele della Lunigiana DOP è prodotto in due tipologie: Acacia e Castagno. Il miele di Acacia ha colore molto chiaro, odore leggero e fruttato, sapore decisamente dolce, con leggerissima acidità e privo di amarezza. Quello di Castagno ha colore ambra scuro, spesso con tonalità rossastre, odore penetrante, sapore persistente con componente amara.
La zona di produzione del Miele della Lunigiana DOP è costituita da 14 comuni della provincia di Massa Carrara, nella regione Toscana.
Caratteristiche del Prodotto
La Denominazione di Origine Protetta Miele della Lunigiana è riservata alle due tipologie di miele che presentano le seguenti caratteristiche, distintive:
Miele della Lunigiana DOP di Acacia
• prodotto su fioritura di Robinia pseudoacacia L. , viene raccolto nella seconda metà del mese di maggio;
• consistenza sempre viscosa, in funzione del contenuto d’acqua;
• colore molto chiaro, da pressoché incolore a giallo paglierino;
• odore leggero, poco persistente, fruttato, confettato, simile a quello dei fiori;
• sapore decisamente dolce, con leggerissima acidità e privo di amarezza;
• aroma molto delicato, tipicamente vanigliato, poco persistente e privo di retrogusto.
• sedimento generalmente povero di polline, con un numero di granuli di polline di acacia inferiore a 20.000 per 10 gr di miele;
• limpidezza e liquidità durature. Può verificarsi una eventuale e parziale cristallizzazione.
Miele della Lunigiana DOP di Castagno
• prodotto su fioritura di Castanea sativa M, viene raccolto dalla seconda metà di giugno alla prima metà di luglio;
• colore ambra scuro, spesso con tonalità rossastra;
• odore abbastanza forte e penetrante;
• sapore persistente, con componente amara più o meno accentuata;
• sedimento ricco di polline, con un numero di granuli pollinici di castagno superiore a 100.000 per 10 gr di miele;
• limpidezza e liquidità durature. Può verificarsi una eventuale cristallizzazione, parziale e irregolare.

Top

Cenni Storici
Le prime notizie certe sull’apicoltura in Lunigiana sono riportate nei libri dell’Estimo generale della Comunità di Pontremoli dell’anno 1508, prima fonte di informazioni dopo la completa distruzione e l’incendio della città ad opera dell’esercito di Carlo VIII, che comportò la perdita di tutti i documenti precedenti. Nei libri dell’Estimo risulta che già all’epoca l’apicoltura era considerata un’attività produttiva da reddito, come testimonia l’esistenza di una tassa imposta su ogni alveare posseduto.
L’affermazione dell’apicoltura come attività specialistica è confermata dalla diffusione della pratica della conduzione degli apiari per conto terzi, conosciuta come quos tenet abeo, in base alla quale i proprietari degli alveari, prevalentemente costituiti da famiglie benestanti di Pontremoli, ne affidavano la custodia e la conduzione agli abitanti dei paesi circostanti attraverso contratti d’affitto. In un documento del comune di Pontremoli risalente al periodo napoleonico, denominato Stato informativo sugli alveari da miele e loro prodotti durante l’anno 1813, si rileva un elevato numero di alveari esistenti (800 bugni), con una produzione che ammontava a 2.000 kg per quell’anno, destinata ad un mercato non più solo locale.

Top
 Il documento fa riferimento ad una vendita di 1.600 kg di miele a Chiavari da parte di mercanti pontremolesi che acquistavano miele anche dai comuni limitrofi a Pontremoli. Lo stesso documento dà notizia dell’esistenza di una cereria a Pontremoli annotando che il consumo locale di cera superava la produzione. Ad ulteriore conferma del diffuso uso del miele nella zona va ricordato che nei ricettari di pasticceria del Capellini, risalenti al 1850, in cui sono raccolte le ricette originarie e che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per gli operatori del settore, il miele figura come un ingrediente fondamentale della Spongata, dolce tipico della Lunigiana. In Lunigiana la tradizione della produzione di miele e prodotti dell’alveare si è quindi perpetuata con continuità nei secoli fino ai nostri giorni, non a caso la necessità di tutelare la produzione del miele della Lunigiana è stata avvertita da tempo, risale infatti al 1873 la costituzione a Pontremoli della Società Apistica Pontremolese, che aveva come scopo fondamentale “impartire e diffondere il più possibile l’apicoltura tradizionale nella Lunigiana”.
Le grandi risorse di nettare fanno della Lunigiana una zona fortemente vocata alla produzione di miele di qualità, tanto che oggi l’apicoltura, oltre che dagli apicoltori residenti in zona, è largamente praticata da apicoltori provenienti anche da altre zone e regioni italiane (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna).

Top


Caratteristiche del Territorio
Il territorio interessato alla produzione, trasformazione, elaborazione e condizionamento del Miele della Lunigiana DOP si estende per circa 97.000 ettari della provincia di Massa Carrara, comprendendo per intero i seguenti comuni: Aulla, Bagnone, Casola in Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca in Lunigiana, Zeri. L’areale della zona di produzione è costituito da un unico corpo e corrisponde interamente al territorio dell’attuale Comunità Montana della Lunigiana, i cui confini geografici coincidono quasi interamente con quelli costituiti dagli spartiacque montani che delimitano la Lunigiana dalle altre valli limitrofe. La Lunigiana è un ambiente vocato per l’apicoltura perché il basso grado di antropizzazione ed il limitatissimo sviluppo industriale hanno preservato le componenti naturali.
Miele della Lunigiana DOP
Altri prodotti origine animale
Il territorio Lunigianese permette la produzione di miele con caratteristiche qualitative superiori a quelle medie nazionali, grazie all’assenza quasi assoluta di sostanze inquinanti, alla favorevole successione di fioriture e alla presenza di essenze vegetali pregiate, quali erica, calluna, rosa canina, rovo, mirtillo, lampone e vitalba; e coltivate, come castagno ed acacia, ad ampia diffusione. Questa vegetazione molto ricca garantisce la definizione di caratteristiche organolettiche variegate e peculiari (Fig. 1).
Metodo di Produzione
Il Miele della Lunigiana DOP è prodotto secondo le seguenti modalità di lavorazione che devono essere realizzate in locali ricadenti nella zona di

Top

Produzione

Estrazione
deve essere fatta con smielatori centrifughi, appositi strumenti utilizzati per estrarre il miele dai melari dopo aver allontanato le api dai favi (Fig. 2).
Filtrazione
realizzata con filtro impermeabile agli elementi figurati del miele.
Decantazione
una volta filtrato, il miele deve essere posto in recipienti per la decantazione.
L’eventuale riscaldamento del miele a fini tecnologici deve essere effettuato con un trattamento termico limitato al tempo effettivamente necessario per le operazioni di trasferimento o invasettamento, a temperatura mai superare ai 40°C.
Confezionamento
deve avvenire nell’ambito della zona di produzione. Il miele deve essere confezionato esclusivamente in recipienti di vetro con chiusura a vite, in formati da 30 a 1.000 gr.
Il confezionamento nella zona di produzione garantisce la salvaguardia dalla qualità del prodotto, in quanto evita tutti i rischi di alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche che potrebbero verificarsi spostando il miele in altre aree, determinati da variazioni delle condizioni fisiche ed ambientali. Il confezionamento così condotto garantisce il controllo e la rintracciabilità del prodotto, facilitando l’attività di controllo esercitata dall’Organismo autorizzato in tutte le fasi del processo produttivo.
Gli alveari utilizzati per la produzione devono rispondere a requisiti precisi ed essere sottoposti a determinati trattamenti:
• gli alveari possono essere sia stanziali, cioè permanenti per l’intero arco dell’anno nella stessa postazione, che nomadi, purché gli spostamenti siano compresi entro il territorio di produzione per tutto il periodo delle fioriture interessate. Gli alveari devono essere sottoposti alle misure profilattiche e agli interventi terapeutici necessari al preventivo contenimento delle malattie secondo le disposizioni del Servizio Sanitario Nazionale;
• le famiglie di api devono essere contenute in arnie razionali, cioè costituite da telai contenenti favi mobili e a sviluppo verticale; i favi dei melari (Fig. 3), costituiti dalla parte dell’arnia in cui le api depongono il miele, devono essere vuoti e puliti al momento dell’immissione nell’alveare e non devono avere mai contenuto covata.
Al momento dell’immissione dei melari bisogna evitare l’ovideposizione nel melario, utilizzando l’escludi regina o altro idoneo strumento. L’eventuale nutrizione artificiale delle api deve essere sospesa prima della posa dei melari e comunque deve essere effettuata solo con zucchero e acqua;
• i melari utilizzati all’inizio del raccolto devono essere rigorosamente vuoti. Prima di effettuare il prelievo dei melari, le api devono essere state allontanate dagli stessi con un metodo che preservi la qualità del prodotto (ad es. con apiscampo o soffiatore) e senza l’uso di sostanze repellenti, che è assolutamente vietato.

Top

Valenze Gastronomiche
Il Miele della Lunigiana DOP va conservato in luoghi riparati dalla luce e dal calore: non necessita di particolari altre precauzioni, essendo un prodotto che per le proprie caratteristiche si conserva molto a lungo. Può essere consumato allo stato naturale, da solo (sulla punta di un cucchiaino da caffè o spalmato su una fette di pane toscano), oppure impiegato come ingrediente nella preparazione di dolci dal panforte alla spongata (Fig. 4), dai cantucci ai biscotti, ma anche di secondi a base di carne, oltre che per accompagnare pregiati formaggi pecorini.
Il Miele della Lunigiana DOP di Acacia è considerato il miglior miele per i bambini e per le persone che soffrono di stitichezza, mentre quello di Castagno è particolarmente indicato per le persone anemiche, per migliorare la circolazione sanguigna e per gli sportivi.

Top


Commercializzazione
Il prodotto è immesso in commercio tutto l’anno nelle tipologie Miele della Lunigiana DOP di Acacia e Miele della Lunigiana DOP di Castagno (Fig. 5). È commercializzato confezionato in contenitori di vetro di capacità da 300 a 1000 gr, con chiusura a vite.
Reperibilità e Distribuzione
Il prodotto è venduto tramite vendita diretta, al dettaglio e nei negozi specializzati, è distribuito in una parte importante del territorio nazionale ed è quindi acquistabile anche al di fuori della zona di produzione.
Stagionalità
Il prodotto viene raccolto a partire dalla seconda metà del mese di maggio per la tipologia Miele di Acacia; dalla seconda metà di giugno alla prima metà di luglio per la tipologia Miele di Castagno.
Curiosità
Il Miele della Lunigiana DOP di Castagno aiuta a migliorare la circolazione sanguigna, quello di Acacia è particolarmente prezioso per l’alimentazione dei bambini.
• Il basso grado di industrializzazione e di antropizzazione rende la Lunigiana un ambiente naturalmente integro, particolarmente adatto all’apicoltura.
Valori nutrizionali per 100 g di prodotto

Fonte: Consorzio di Tutela del Miele della Lunigiana DOP

Top

Recensioni

Nessuna recensione

Rispondi

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

Tutte le località

Abruzzo»

Basilicata»

Calabria»

Campania»

Emilia Romagna»

Prov. di BO»

Prov. di FC»

Prov. di FE»

Prov. di MO»

Prov. di PC»

Prov. di PR»

Prov. di RA»

Prov. di RN»

Friuli Venezia Giulia»

Lazio»

Liguria»

Lombardia»

Prov. di BG»

Prov. di BS»

Prov. di CO»

Prov. di CR»

Prov. di LC»

Prov. di LO»

Prov. di MI»

Prov. di MN»

Prov. di PV»

  1. Albuzzano»
  2. Arena Po»
  3. Badia Pavese»
  4. Barbianello»
  5. Battuda»
  6. Belgioioso»
  7. Bereguardo»
  8. Borgarello»
  9. Borgo Priolo»
  10. Borgoratto Mormorolo»
  11. Bosnasco»
  12. Brallo di Pregola»
  13. Bressana Bottarone»
  14. Broni»
  15. Calvignano»
  16. Canevino»
  17. Canneto Pavese»
  18. Carbonara al Ticino»
  19. Casei Gerola»
  20. Casteggio»
  21. Ceretto Lomellina»
  22. Certosa di Pavia»
  23. Cervesina»
  24. Chignolo Po»
  25. Cigognola»
  26. Corvino San Quirico»
  27. Cozzo»
  28. Dorno»
  29. Ferrera Erbognone»
  30. Fortunago»
  31. Gambolo'»
  32. Garlasco»
  33. Godiasco»
  34. Inverno e Monteleone»
  35. Linarolo»
  36. Menconico»
  37. Mezzana Bigli»
  38. Montalto Pavese»
  39. Montecalvo Versiggia»
  40. Montescano»
  41. Montu' Beccaria»
  42. Mornico Losana»
  43. Mortara»
  44. Pavia»
  45. Pietra de'Giorgi»
  46. Ponte Nizza»
  47. Portalbera»
  48. Rea»
  49. Rivanazzano»
  50. Robbio»
  51. Rocca Susella»
  52. Ruino»
  53. San Damiano al Colle»
  54. San Genesio ed Uniti»
  55. San Giorgio di Lomellina»
  56. San Martino Siccomario»
  57. Santa Cristina e Bissone»
  58. Santa Giulietta»
  59. Santa Maria della Versa»
  60. Sartirana Lomellina»
  61. Scaldasole»
  62. Sommo»
  63. Spessa»
  64. Stradella»
  65. Torre Beretti e Castellaro»
  66. Torre d'Isola»
  67. Travaco' Siccomario»
  68. Varzi»
  69. Vidigulfo»
  70. Vigevano»
  71. Voghera»
  72. Zeccone»
  73. Zerbolo'»
  74. Zinasco»

Prov. di SO»

Prov. di VA»

Marche»

Molise»

Piemonte»

Prov. di AL»

Prov. di AT»

Prov. di BI»

Prov. di CN»

Prov. di NO»

Prov. di TO»

Prov. di VB»

Prov. di VC»

Puglia»

Sardegna»

Sicilia»

Toscana»

Prov. di AR»

Prov. di FI»

Prov. di GR»

Prov. di LI»

Prov. di LU»

Prov. di MS»

Prov. di PI»

Prov. di PO»

Prov. di PT»

Prov. di SI»

Trentino Alto Adige»

Umbria»

Valle d'Aosta»

Veneto»

Prov. di BL»

Prov. di PD»

Prov. di RO»

Prov. di TV»

Prov. di VE»

Prov. di VI»

Prov. di VR»