Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romagne

A cura di Amalia Vitiello
Scritto il 24 gennaio 2014 | Argomenti: Arte | 0 Recensioni

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, la mostra “Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romane”, allestita presso i Musei in San Domenico di Forlì fino al 30 aprile 2006, rappresenta un’occasione unica ed imperdibile per ammirare la magnificenza delle opere di un autore straordinario, protagonista della più matura pittura prospettica.
AutoritrattoMarco Palmezzano (1459/63 – 1539), soprattutto all’inizio, nelle sue pale spaziose ove la luce conferisce alle forme una nitidezza d’alabastro, amava firmarsi “Marcus Melotiis”, ossia Marco di Melozzo, come il suo maestro. Ma, almeno sulle prime, il rapporto con Melozzo dovette comportare un viaggio a Roma, nei primi anni novanta del Quattrocento, quando Antoniazzo Romano vi realizzava alcuni dei suoi capolavori e i cantieri papali cominciavano a rivestirsi delle decorazioni preziose, moderatamente archeologiche, dei pittori umbri. Molto presto, infatti, Palmezzano si renderà divulgatore in Romagna, delle grottesche, la nuova moda del giorno dopo la scoperta della Domus aurea di Nerone, grottesche tradotte nell’immancabile rivestimento decorativo delle sue architetture dipinte, dei troni sontuosi su cui siedono le sue Madonne con il Bambino. Fra il 1493 e il 1494, in ogni caso, Palmezzano risiede a Forlì, al fianco di Melozzo, definitivamente tornato in patria nell’ultimo anno di vita – morirà nel 1494 -. Top
La Cappella Feo in San Biagio, una delle grandi perdite del patrimonio artistico causate dalla seconda guerra mondiale, seconda soltanto a quella della Cappella Ovetari a Padova, recava traccia della collaborazione fra i due: la certezza prospettica di Piero della Francesca con l’illusione di Mantegna, negli apostoli pensosi si rintracciavano già inconfondibili le sigle dell’allievo. A quella misura prospettica Palmezzano rimarrà fedele per tutta la vita, anche quando, subito dopo la morte di Melozzo, prenderà la strada di Venezia. Altri pittori romagnoli lo avevano preceduto in laguna. Nel corso del nono decennio il ravennate Nicolò Rondinelli era anzi riuscito a divenire collaboratore prezioso e diligente dello stesso Giovanni Bellini. E’ possibile che Palmezzano intendesse seguirne le orme, quando un documento del 1495 ci rivela che aveva aperto bottega a Venezia.
Ma si trattò di un’esperienza di breve durata. Di lì a poco Palmezzano avrebbe infatti condotto la propria esistenza in patria, divenendo l’artista di riferimento per la piccola aristocrazia locale gravitante intorno a Caterina Sforza, signora di Forlì. Dell’esperienza veneziana resta però traccia indelebile nella sua pittura, nel gusto per i paesaggi umanizzati e riconoscibili, nella tersità luminosa delle sue pale, nelle preferenze accordate per le architetture a marmi mischi studiate nelle opere Cima da Conegliano. Meravigliosi sono alcuni capolavori giovanili, entro il 1500: dall’Annunciazione di Forlì alla pala di San Michelino eseguita per Faenza nel 1497. Quando poi nel 1502, Palmezzano si reca a Matelica a porre in opere un suo sontuoso altare per i francescani, è certo che dovette sostare a Pesaro davanti alla pala dell’Incoronazione della Vergine che vi aveva lasciato Giovanni Bellini, visto che farà poi propria l’invenzione bellissima della cimasa, ove il maestro veneto aveva raffigurato una toccante Deposizione dal sepolcro. Il trentennio di attività a seguire è soprattutto la storia del successo di Palmezzano in Romagna, dell’affermazione incontrastata del suo modello di pala prospettica, della sua pittura compatta e lucente. Il pittore seppe imporsi oltre che a Forlì, anche a Faenza e nelle valli che di lì conducono a Firenze, a Cesena, a Ravenna, dominio dei pittori filo veneziani. Top
 
ORARIO DI APERTURA
Da martedì a domenica, dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
Chiuso il lunedì, il 25 dicembre ed il 1° gennaio.
La biglietteria chiude alle ore 18.00.
 

INGRESSO A PAGAMENTO

Comprensivo di guardaroba e audioguida
Intero: € 8,00.
Ridotto: € 6,00, gruppi (minimo 15 persone), studenti tra i 14 e i 30 anni, adulti oltre i 60 anni e convenzioni
Ridotto speciale: € 4,00, residenti nella provincia di Forlì-Cesena, scolaresche (elementari, medie e superiori), ragazzi tra 8 e 14 anni.
Gratuito: minori di 8 anni, insegnanti accompagnatori, disabili e accompagnatori, categorie protette.
 
 
TARIFFE VISITE GUIDATE
Massimo 25 persone.
Gruppi: € 70,00
Scuole: € 50,00
Visite guidate in lingua: € 90,00.
Visite guidate a Mostra, San Mercuriale e Pinacoteca Civica di Forlì:
€ 120,00.
 
TARIFFA PRENOTAZIONI
Persona: € 1,00
Gruppi: € 20,00 (obbligatoria)
Classe scolastica: € 10,00
 
GRUPPI E SCUOLE
tel. 02 43353522
 
 
A cura di Amalia Vitiello
 

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