Castello di Fiorano

A cura di Amalia Vitiello
Scritto il 24 gennaio 2014 | Argomenti: Castelli e Manieri | 0 Recensioni

Castello di FioranoIn questi secoli del periodo basso medievale, sotto la signoria dei da Spezzano prima e dei da Castello poi, e parallelamente all’affermarsi del Comune, già dal secolo tredicesimo, quale organismo in grado di amministrare il territorio, con un proprio Consiglio generale ed il massaro, il paese di Spezzano, per quanto concerne la distribuzione dell’abitato, si era venuto configurando attorno a quei poli di precisa identificazione socio-politica ed economica: il castello, quale centro amministrativo e giuridico del territorio, la chiesa, importante punto di riferimento religioso, il mulino e gli edifici rurali, quali momenti essenziali della vita economico-agricola della zona. Il fortilizio viene espressamente indicato, per la prima volta nelle fonti storiche archivistiche, all’anno 1228, in una rubrica (Sacramentum Extimatoris) degli statuti del Comune di Modena del 1225, in cui, fra gli altri, si Castello di Fioranonomina il castro Spezani. Il castello, già presente probabilmente a partire dal secolo undicesimo, era inserito in un più vasto sistema fortificato.Infatti si trovavano, a partire da sud, i castelli di Rocca S.Maria, Fogliano, Nirano, Torre delle Oche, quest’ultimo senza dubbio dipendente dal castello di Spezzano (nel 1409, infatti, Marco Pio, a quei tempi feudatario di Spezzano, donò a Geminiano Cesi la fortificazione di Torre delle Oche, in quanto compresa nel suo distretto di Spezzano), e, verso ovest, quello di Fiorano: un processo di incastellamento che ripercorre e riconferma l’ubicazione, soprattutto per questo territorio, degli insediamenti già precedentemente individuati per l’epoca romana.
Questa fitta rete di fortificazioni rivela l’evidente necessità di difesa, ma anche di offesa, che fu propria di tutto il medioevo. Le invasioni degli Ungheri, le lotte per il regno d’Italia, quelle tra Papato ed Impero, le guerre tra le fazioni nobiliari cittadine (guelfi e ghibellini), nella quasi totale assenza di un potere centrale determinarono l’esigenza da parte della popolazione di cercare rifugio e protezione nell’ambito del castello signorile.

Castello di FioranoIl Castello di Spezzano era, inizialmente, dotato di forme funzionali assai semplici: un recinto murato, il mastio (ridotto per l’estrema difesa, ma anche abitazione del signore), la cappella dedicata a S. Agata, qualche casa rurale di abitazione, il pozzo che assicurava il rifornimento idrico in caso d’assedio e soprattutto granai, fienili e magazzini dove si conservavano i raccolti provenienti dai fondi circostanti. Se in un primo tempo il castello era costituito da semplici costruzioni di legno circondate da una robusta palizzata di tronchi, è certo che, soprattutto durante il secolo tredicesimo, ad esse vennero sostituendosi ben definite strutture in muratura. Si è a conoscenza, tra l’altro, dell’esistenza nella zona di ben due fornaci di laterizi, una nel territorio di Sassuolo, l’altra in quello di Spezzano, ambedue documentate nel 1279. Nel secolo seguente, quindi, il castello doveva essere già provvisto di un’ampia cinta di mura sormontata da merli, parte delle quali si possono tuttora intravedere nei parametri murari esterni soprattutto dei fronti ovest e nord. Lungo le stesse mura, si ergevano, a controllo delle cortine e del territorio circostante, le torri, poste agli angoli nord-ovest, sud-ovest (non più esistente) e sud-est. L’ingresso attraverso la cinta, con l’introduzione nel ‘300 dell’uso del fossato (sito lungo il fronte nord), avveniva per mezzo del ponte levatoio, costituito da un tavolato girevole intorno a due perni fissi nel portone: l’estremità del tavolato era collegata, attraverso catene, alle due travi, sporgenti da feritoie esistenti lateralmente e sopra alla porta. Le travi, alla chiusura del ponte levatoio, si disponevano verticalmente entro le apposite lunghe scanalature poste lateralmente all’entrata (il medievale ponte levatoio venne completamente ricostruito negli ultimi mesi del 1795, per essere ormai "ridotto in pessimo stato, i di cui legnami sono quasi marciti"; il vecchio ponte e relative ferrarezze furono vendute dall’allora comunità di Spezzano per l’importo di £.46 e bolognini 5).

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