Arnolfo di Cambio – Una rinascita nell’Umbria medievale

A cura di Amalia Vitiello
Scritto il 24 gennaio 2014 | Argomenti: Cultura | 0 Recensioni

L’Umbria, a settecento anni dalla morte di Arnolfo di Cambio, ha scelto di dedicare al grande maestro della scultura un vasto progetto espositivo, articolato in due sedi, Perugia e Orvieto, allo scopo di riscoprire un momento particolarmente fecondo della loro civiltà artistica.
La mostra, curata da Vittoria Garibaldi e Bruno Toscano, accanto alle preziose e rare testimonianze della scultura arnolfiana in Umbria, propone alcune opere pittoriche dei maggiori artisti del tempo, quali Cimabue, Duccio di Boninsegna e Giotto. In particolare, saranno eccezionalmente presenti due affreschi staccati provenienti dalla Basilica di S. Francesco di Assisi, l’uno riproducente un grande Angelo di Cimabue, temporaneamente rimosso dalla tribuna della chiesa superiore per una verifica conservativa, l’altro una Figura allegorica di Giotto, proveniente dall’abside della chiesa Inferiore, conservato nel Museo delle Belle Arti di Budapest. In entrambe le città sarà possibile arricchire la mostra con la visita ai due importanti monumenti ancora presenti nelle chiese dedicate a San Domenico: a Perugia il cenotafio di Benedetto XI attribuito a seguaci arnolfiani e a Orvieto il monumento funebre al Cardinal De Braye dello stesso Arnolfo di Cambio. L’iniziativa si inserisce in un contesto territoriale denso di testimonianze del Duecento e del Trecento.
# La mostra offrirà, pertanto, una straordinaria opportunità per scoprire, attraverso un suggestivo itinerario che collega le due città e più precisamente le due chiese domenicane, le testimonianze artistiche ed architettoniche di una cosiddetta Umbria minore, testimone eccellente dell’unicità che caratterizza il suo patrimonio storico e il suo ambiente naturale. Lasciando le strade di grande percorrenza, si può rivivere la suggestione di un antico passato costeggiando chiese, abbazie e castelli attraverso luoghi e borghi di particolare fascino come, Assisi, Spello e Bevagna, Giano dell’Umbria e Massa Martana, Todi, Titignano e Prodo. Top
 
Cenni biografici
Ancora oggi Arnolfo di Cambio è una delle figure artistiche duecentesche più complesse. Nonostante la costante attenzione della critica, e gli studi a lui dedicati, tra gli altri, da Angiola Maria Romanini e dalla sua scuola, l’artista rimane tuttora difficilmente inquadrabile, e l’ambito della sua attività rimane di dubbia definizione. Arnolfo è indubbiamente: architetto, lo dimostra il ciborio di San Paolo Fuori le Mura, a Roma nel 1285; è ingegnere, come dimostra la sua attività giovanile per Carlo d’Angiò; urbanista, scultore e conoscitore dell’antico e forse – stando alle appassionate ipotesi della Romanini – pittore, qualora lo si voglia identificare con il Maestro di Isacco, autore delle celebri scene nella Basilica Superiore di Assisi. E’ Giorgio Vasari a costruire, nelle "Vite", una prima fortuna per Arnolfo, delineando per lui un personaggio poliedrico, capace di restituire dignità all’architettura dopo i presunti "secoli bui", svolgendo, tra l’altro, un ruolo fondamentale nel rinnovamento urbanistico e architettonico di Firenze e nella nascita delle terre nuove: San Giovanni Valdarno, Castelfranco e Terranuova. L’attività di Arnolfo si suole dividere tra un periodo di discepolato presso Nicola Pisano, contemporaneo a intensi rapporti con Carlo d’Angiò, e culminante nell’autonoma impresa perugina della Fontana Minore. Documentato dal 1265 come allievo di Nicola Pisano, col quale collabora alla realizzazione dei rilievi dell’Arca per San Domenico Maggiore a Bologna, l’artista rimane tuttora difficilmente inquadrabile e l’ambito della sua attività rimane ancora poco definita. Il periodo di discepolato presso Nicola Pisano, contemporaneo a intensi rapporti con Carlo d’Angiò, si interrompe nel 1276, epoca di realizzazione del “Monumento Annibaldi”, a Roma in San Giovanni in Laterano, sua prima opera autonoma, eseguita tra il 1276 e il 1277. Le influenze del grande maestro Pisano si ritrovano ancora nell’interessante Fontana del grifo e del leone di Perugia, detta anche Fonte degli Assetati, nella quale volumetria ed espressività conferiscono una nota di valore alle piccole figure prostrate ai piedi della vasca. Successivamente Arnolfo viene attestato intento alla realizzazione per la chiesa di San Domenico ad Orvieto, del Monumento funebre per il Cardinale de Braye, morto nel 1282, in collaborazione cum socio suo Pietro Cavallini. Segue un lungo periodo romano, interrotto da significativi soggiorni fiorentini. A Roma, dove lavora ormai in autonomia nella propria bottega, esegue il Ciborio di Santa Cecilia in Trastevere, nel 1293, e il Monumento funebre a Bonifacio VIII, nel 1300, nel complesso della Basilica Vaticana. Arnolfo non si dedica solo all’attività scultorea, ma è anche grande architetto: come tale firma, infatti, il Ciborio di San Paolo Fuori le Mura nel 1285. # A Firenze è documentato il suo impegno in Santa Maria del Fiore, in qualità di capo mastro per i lavori per la facciata della Basilica, nonché di artefice delle sculture, caratterizzate dai guizzanti panneggi e dalla solennità lineare dell’impianto, nello stile dell’artista. La biografia indiziaria include lavori per Assisi, studi e progetti per le maggiori opere urbanistiche dell’epoca, e segnala rapporti con i principali centri della cultura architettonica e della scienza ottica attivi in Europa sul volgere del XIII secolo. Non si è certi rispetto alla data della morte, per alcuni avvenuta nel 1302, ma sicuramente prima del 1310Top
 
Per l’approfondimento e le informazioni sulle mostre nelle singole città, si consiglia di visitare sul nostro sito:
– Umbria – Perugia – Mostre “Arnolfo di Cambio – Una rinascita nell’Umbria medievale”
– Umbria – Terni – Orvieto – Mostre “Arnolfo di Cambio – Una rinascita nell’Umbria medievale”
 
Enti di Promozione    
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Comitato Nazionale per il VII Centenario della morte di Arnolfo di Cambio
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria
Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico dell’Umbria.
           
In collaborazione con
Comune di Perugia
Regione dell’Umbria
Provincia di Perugia
Provincia di Terni
Comune di Orvieto
Opera del Duomo di Orvieto
 
Organizzazione
CIVITA
 
a cura di Amalia Vitiello

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