Negli ultimi anni il bilancio dei consumi alimentari biologici in Italia conferma la crescita continua di un comparto che vale circa 3 miliardi di euro, conta più di 48 mila addetti. Rappresentando il primo esportatore al mondo (circa 900 milioni di euro), tra i primi Paesi per superficie coltivata bio (oltre 1 milione e 100 mila ettari), l’Italia è ai vertici per numero di aziende votate al bio e per la produzione di ortaggi, cereali, agrumi, uva, olive bio. Notevole premessa per essere il Paese che ospiterà l'EXPO 2015.
“Non ci sono solo i dati positivi sulla vendita – commenta Sergio Rossi, responsabile dell’organizzazione della nuova fiera del biologico certificato BtoBIO EXPO – ma anche, come si desume dall’edizione 2011 di Bio Bank – anche i ristoranti con menù biologico sono aumentati del 24% (da 199 a 246), gli agriturismi bio dell’11% (da 1178 a 1302), le mense scolastiche del 10% (da 791 a 872) e i negozi di alimenti bio, passati da 1132 a 1163.”
“Prosegue, inoltre, il consueto monitoraggio del bio a livello internazionale con gli ultimi dati disponibili: anche qui – afferma Sergio Rossi – rileviamo numeri sempre più importanti: i prodotti certificati ‘bio’ sono garanzia di procedure adottate dall’intera filiera, e sono sinonimo di qualità, freschezza, naturalezza, perché gli standard richiesti sono molto severi nel controllo degli additivi chimici nei processi di produzione agricola, trasformazione, lavorazione e conservazione e impongono agli allevatori un tipo di allevamento più sano e genuino. Il bio certificato è sano, gustoso, sicuro. Per questo il consumatore premia il BIO: perché il cliente è sempre più selettivo, e l’attenzione alla qualità a 360° – valori etici, tutela ambientale, salubrità del prodotto consumato – è sempre più centrale nelle decisioni di acquisto”.
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