Cenni storici



A cura di Amalia Vitiello

Capoluogo della popolazione celtica dei Taurini, sottomessi da Roma nel corso del III secolo a.C., verso la fine della Repubblica i Romani vi istituirono la colonia di Julia Augusta Taurinorum che sotto Augusto si abbellì di splendidi monumenti e che continuò a prosperare almeno fino al III secolo d.C. Nel 69 d.C. subì gravissimi danni durante la guerra civile tra Otone e Vitellio e nel 312 Costantino vi sconfisse Massenzio. Venne introdotto il cristianesimo nella seconda metà del IV secolo e Torino agli inizi del V secolo era già sede di vescovi che, nel turbine delle invasioni barbariche di quei tempi e nella carenza del potere centrale, vennero assumendo importanza politica e funzioni amministrative già detenute dai magistrati romani.
Fu Odoacre, poi di Teodorico, quindi dei Bizantini che vi stabilirono un comando militare, e nel 568 dei Longobardi che eressero Torino a sede di uno dei più importanti ducati del Nord-Italia. Spazzati via dalla conquista franca del 774, i duchi furono sostituiti da conti fra i quali assunsero notevole potenza i Supponidi che ne erano titolari verso la fine dell’Impero carolingio. Ed è appunto in questo periodo e in quello immediatamente successivo che Torino cominciò ad assumere importanza politica allorché il re Guido di Spoleto unì nell’892 il comitato torinese al marchesato anscarico d’Ivrea, costituendo in tal modo una delle entità politiche più influenti nel gioco di interessi che comportava il conferimento della corona regia; nel 942 il marchese Berengario, aspirante alla corona d’Italia, sconfitto da re Ugo di Provenza, si vide togliere il comitato torinese che venne affidato ad Arduino Glabrione dei conti di Auriate.
Berengario, divenuto re nel 950, compensò Arduino che nel frattempo, abbandonato Ugo, aveva preso la sua parte, con la erezione di Torino a capitale della Marca d’Italia o di Torino, estendendosi dal Po alla Riviera di Ponente, accresciuta, sotto Ottone I, della Val di Susa strappata ai Franchi, e più tardi, sotto il marchese Olderico Manfredi II (1001-1034), di gran parte dei domini dello spodestato (1014) Arduino marchese d’Ivrea e re d’Italia. Adelaide, sua figlia, portò in dote nel 1046 la Marca di Torino al marito Oddone di Savoia. Alla morte di lei (1091) la Marca si dissolse e Torino, dove nel corso del secolo XI si erano venuti sviluppando, incoraggiati e promossi dai vescovi, gli elementi costitutivi di una autonomia cittadina, si eresse a comune indipendente, dove il potere venne esercitato dai vescovi e dai magistrati cittadini.  Top
La lotta tra comune e vescovi, da una parte, e i Savoia dall’altra, si protrasse, con alterne vicende che portarono a dominare in Torino anche gli Angioini (1270-1274) e i marchesi di Monferrato (1266-1270 e 1274-1280), fino al 1280 quando il comitato e il comune torinese pervennero con la forza al ramo d’Acaia dei Savoia, al quale rimasero, con brevi periodi di signoria dei conti di Savoia, fino al 1418. In questo anno, morto il conte Lodovico di Savoia-Acaia, che nel 1405 aveva fondato a Torino l’università, la città col suo territorio passò per diritto ereditario ai duchi di Savoia, divenendo il centro principale e la sede del governo dei domini sabaudi cismontani.
Durante la guerra tra la Francia e l’Impero, Torino fu occupata dai Francesi dal 1536 al 1562 ed Emanuele Filiberto vi fece, dopo la loro partenza, solenne ingresso nel 1563 elevandola al rango di capitale di tutti i domini Sabaudi in luogo di Chambéry, riaprendovi l’università ed erigendovi la cittadella.
Durante le lotte tra Spagna e Francia, nelle quali fu coinvolto il Piemonte, Torino venne occupata dai Francesi e liberata da Vittorio Amedeo II e dal principe Eugenio (1706).  Top 
In memoria del fatto e a ringraziamento dell’avvenuta liberazione, venne eretta la splendida basilica di Superga. Da allora la storia di Torino si confonde con quella più in generale d’Italia.
Durante il periodo della Rivoluzione, la città venne occupata dai Francesi nel 1798, dagli Austro-Russi nel 1799, ancora dai Francesi nel 1800, dagli Austro-Russi nel 1814 che la restituirono nello stesso anno al re di Sardegna Vittorio Emanuele I. Nel 1821, in marzo, vi scoppiarono i moti rivoluzionari che portarono alla creazione di un governo provvisorio disciolto con la forza un mese dopo da Carlo Felice.
Da quell’epoca Torino fu il centro propulsore del moto unitario italiano realizzato nel 1860.
Sotto il profilo storico, Torino raggiunse la massima importanza tra il 1861 e il 1865, quando fu capitale del Regno e rappresentò il suo centro politico e morale.

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Articolo a cura di:
Amalia Vitiello

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