Castello di Patern˛



A cura di Francesco Dal Pino

 Il castello di Paternò che, con la sua forma di maestoso domina il paese dall'alto di una rupe basalticaed è tra i tanti monumenti lasciati dai Normanni  uno dei più importanti. Fu edificato su un preesistente fortilizio arabo nel 1072 da Ruggero d'Hauteville, a cui si devono anche i castelli di Motta, Adrano, Troina, Nicosia, Rometta, Castroreale, Vicari, Mazara e Petralia.
Federico II di Svevia lo inserì nel suo programma d'edilizia militare in base al quale venne destinato ad assolvere la funzione di stazione di soggiorno per le brevi permanenze imperiali e di fortilizio di retroguardia a protezione della pianura del Simeto. Dal 1456, fu di proprietà dei Moncada, che la utilizzarono come "pubbliche carceri distrettuali" fino al 1860, quando divenne proprietà del demanio sotto il dominio Borbonico.
Il castello è diviso in tre livelli, un ampio salone che si apre subito dopo l'ingresso, coperto da una volta ad arco acuto,  la cappella con le  pareti che  mostrano una serie di pitture murarie a tempera di epoca federiciana. Al primo piano un grande salone coperto da una volta ad ogiva é illuminato da quattro bifore in pietra calcarea. I
l secondo piano è caratterizzato da una galleria con volta ogivale illuminata da due enormi bifore, una con colonna marmorea e l'altra con colonna in pietra lavica.

Articolo a cura di:
Francesco Dal Pino
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Castelli e manieri

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