Castello di Malpaga

A cura di Francesco Dal Pino
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Storia | 0 Recensioni

Storia  Poco lontano dalle rive del Serio c’è il castello di Malpaga, che è certamente una delle costruzioni più tipiche della Lombardia, per l’interesse architettonico, per le vicende storiche che si ricollegano e per i richiami dell’antica vita di corte che evocano una grande figura del 400: il condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni. Il castello di Malpaga, dopo una scorribanda fatta da Tognotto da Rota che rubò il denaro custodito nell’edificio, fu abbandonato e andò in rovina. Dopo un ventennio, nel 1465, il Colleoni comprò il castello. Sulle rovine del vecchio fortilizio Bartolomeo Colleoni fece costruire la sua residenza che fu finita nel 1458, ma i lavori di abbellimento continuarono ancora per un decennio. Non si sa chi fu l’architetto che condusse i lavori di ristrutturazione. Il Colleoni ospitò nel suo castello famosi letterati con feste, banchetti e gare. Il Colleoni morì nel 1475 a 80 anni e il suo castello e gli altri possedimenti che aveva furono lasciati ai figli.
Struttura esterna Il castello è di forma quadrata protetta da due cerchia di mura e da due fossati. Entro il primo fossato, ormai scomparso, c’erano le scuderie e gli alloggiamenti dei soldati; il secondo, invece, cinge tuttora il castello vero e proprio. Tutta la costruzione è realizzata in ciottoli alternati con masselli in cotto. Lungo tutto il perimetro del castello si notano, sulla facciata esterna, le tracce della merlatura della fortificazione originaria, inglobati nelle più alte mura della nuova costruzione elevate durante i lavori di ristrutturazione ed ampliamento della rocca primiera voluti dal Colleoni.

Ciò che colpisce di più il visitatore, appena varcata la soglia d’ingresso, sono i grandi dipinti sulle mura esterne e sotto il portico, commissionati tra il 1520 e il 1530 dai nipoti dello stesso Colleoni.


Struttura Interna
 All’interno del castello si possono ammirare degli affreschi mirabilmente conservati che rappresentano dei veri e propri capolavori.
Gli affreschi del salone al piano terra sono stati presumibilmente realizzati nei primi decenni del cinquecento per rievocare la visita del Re Cristiano di Danimarca avvenuta nel 1474. Al piano superiore se ne trovano molti altri, tra cui quelli del salone di ricevimento, detto anche salone delle figlie del Colleoni, che sono tra i più belli e risalgono alla metà del cinquecento. Nel 1955 questi affreschi sono stati tolti dalle pareti per poter scoprire le pitture che erano state realizzate precedentemente su quelle stesse pareti, probabilmente intorno al quattrocento. Nella stanza del capitano vi è la Madonna con il Bambino che fu tanto cara al Colleoni e che è giunta fino a noi in un discreto stato di conservazione.

Curiosità La vita non scorreva però sempre in beata tranquillità: nell’estate del 1469 tre mercenari di Galeazzo Sforza penetrarono nel castello, incendiarono le stalle e tentarono di impadronirsi della persona del capitano, ma furono catturati. Nel 1472 furono scoperti altri due sicari dello Sforza, tale Ambrogio Vismara ed il figlio Francesco che erano riusciti ad introdursi nel castello con l’inganno. I due, dopo un processo, furono condannati a morte. Particolarmente terribile fu la fine di Ambrogio Vismara che venne squartato e i brandelli del suo corpo appesi, come monito, parte sulla rocca di Malpaga e parte su quella di Romano.

Come si arriva Malpaga è un piccolo ma caratteristico borgo che si trova a 12 Km Sud-Est rispetto a Bergamo. Da quest’ultima città può essere raggiunto seguendo la Strada Statale n°. 42 del Tonale fino a Seriate, imboccando poi la Strada Statale n°. 498 Soncinese, dopo circa 4 Km si incontra la deviazione per Malpaga. Il castello di Malpaga merita anche già da sé una visita ma dato che sorge a soli 2 Km da quello di Cavernago è consigliabile cogliere l’occasione per visitare entrambe le fortezze in un unico viaggio.

Visite:   guidate tutte le domeniche, esclusi Dicembre, Gennaio. Gruppi solo su appuntamento

 

 

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