Castello di Pagazzano

A cura di Francesco Dal Pino
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Storia | 0 Recensioni

Storia :  Il nucleo originario della costruzione fortificata di Pagazzano era già noto nel basso medioevo, quando un’antica strada romana partendo da Pontirolo, toccava Castel Rozzone, Brignano, Pagazzano e andava a collegarsi ad una strada per Brescia. Il castello sorge all’esterno del paese, lungo la strada per Treviglio. Il nucleo dell’originaria rocca medioevale doveva essere pressoché corrispondente all’attuale perimetro della fortificazione (80 m di lato), ma la costruzione del castello, nella forma e nei particolari giunti fino a noi, è stata realizzata tra il 1450 e il 1475. Una caratteristica che quasi tutti i castelli della bergamasca hanno in comune è quella di avere una paternità sconosciuta; infatti non è giunto fino a noi il nome dei progettisti e degli architetti che lo edificarono. Nel 1272 il castello apparteneva alla famiglia Torriani, successivamente passò in mano ai Visconti dopo un lungo contenzioso legato anche al castello di Brignano, col quale pare fosse collegato da un passaggio segreto sotterraneo. Bernabò Visconti proprio dal castello di Pagazzano, diresse la strage dei guelfi nel bergamasco. Altre cruente battaglie avvennero sotto queste mura nel 1431 e nel 1437 durante la guerra tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia; per circa un ventennio tutti i castelli situati ai confini dei due stati furono aspramente contesi per la loro posizione strategica. Solo nel 1509, dopo la definitiva sconfitta dei veneziani, questo castello divenne quella residenza civile che è rimasta praticamente immutata fino ai giorni nostri, mantenendo una struttura tipicamente quattrocentesca. Top

struttura esterna Una profonda fossa, ricolma d’acqua e larga circa 12 m, circonda il castello sui quattro lati; il livello dell’acqua è regolato da una chiusa posta nell’angolo sud-ovest. Il ponte levatoio, ancora oggi funzionante, è manovrato per mezzo di catene in ferro fissate all’estremità di due massicci bolzoni che, quando il ponte veniva sollevato, andavano a disporsi nelle scanalature verticali ricavate a fianco del portale d’ingresso, mentre l’impalco del ponte si collocava verticalmente davanti alla porta raddoppiandone, con il suo spessore, la sicurezza. Il fossato ricolmo d’acqua che circonda il maniero, e il ponte levatoio, costituiscono la nota caratteristica del castello di Pagazzano, unico della bergamasca a conservare queste parti ancora intatte. Il lato a nord è caratterizzato dal maestoso torrione posto a guardia del ponte levatoio e dell’ingresso al castello. Osservando il lato a nord dell’esterno dell’edificio, le mura di cinta alla destra del torrione risultano modificate rispetto alla costruzione originaria. Alla sinistra del torrione, sempre lungo il lato a nord, le modifiche avvenute nelle mura perimetrali durante i secoli passati, sono ancora più evidenti. Il torrione di guardia è appoggiato con una parete, verso la parte interna del castello, ad un altro massiccio e ancora più imponente torrione. A fianco del torrione sorge la parte più alta di tutta la rocca: la torre vedetta. Verso est le mura di cinta sono caratterizzate dalla prosecuzione del loggiato che continua per alcuni metri. Il lato a sud, completamente privo di merli, si estende uniforme e senza interruzioni, mentre il lato ad ovest corre per alcuni metri un tratto di loggia, poi le mura di cinta proseguono, prive di merlature, fino all’angolo opposto. Superato il ponte levatoio e varcato l’arco a tutto sesto con saracinesca, si entra nell’androne del corpo di guardia nel quale si apre, alla sinistra di chi entra, una stretta porticina ad arco, protetta da una robusta inferriata comunicante con il torrione centrale. Superato, infine, un terzo arco ci si trova nel cortile del castello diviso in due parti da un muro interno che si estende da sud a nord. Top

Struttura Interna: Il castello di Pagazzano, interamente costruito in cotto, pur senza apparire solenne ed imponente, possiede un’armonia di forme e di proporzioni che lo rendono di aspetto gradevole ed attraente ed è forse l’esempio più tipico nella pianura bergamasca di buona conservazione originaria. Internamente, in questo castello, c’è pochissimo che valga la pena di essere visto: non ci sono sale o saloni decorati da preziosi affreschi, non opere d’arte o d’architettura di un certo pregio. Top

Curiosità:  Nel corso dei secoli il castello ospitò molti personaggi illustri tra cui, nel 1360, Francesco Petrarca. Questo fatto sancì la sopravvivenza della roccaforte in quanto, poco dopo la metà del 1300, Bernabò Visconti, al fine di scoraggiare il sorgere di focolai di rivolta, aveva ordinato la distruzione di gran parte dei castelli della zona; quello di Pagazzano fu risparmiato perché aveva accolto un uomo di grande cultura. Top

Come arrivarci:  Pagazzano si trova a 6 Km Est rispetto a Treviglio e da questa città può essere raggiunto seguendo le indicazioni per Vidalengo e Pagazzano.

Ingresso: 1° – 3° Domenica di ogni mese
dalle 9,00 alle 12,00 – dalle 14,00 alle 18,00

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