Gli Apuani, traccia nella storia…

A cura di Francesco Dal Pino
Scritto il 2 ottobre 2015 | Argomenti: Storia | 0 Recensioni

Redazione Italia Discovery : Secondo Lei,
quale era il segno distintivo di questo antico popolo, quali tratti peculiari li differenziavano da altri popoli?
Valter Bay:  si tratta di una polazione del ceppo Ligure, dunque vi è una comunanza di costumi con quanto riportato per le tribù Liguri
si tratta tuttavia di Liguri Montani ,duri ed aspri combattenti, dediti ai lavori pesantissimi sulle alte quote dell’Appennino Tosco Emiliano, per i quali lavori le donne Apuane risultavano più forti di un guerriero Gallico – come riferisce Diodoro Siculo.

Redazione I.D:  Cosa è rimasto di questa civiltà?

Valter  Bay:  Nel 180 a.C. i Liguri Montani (detti anche più recentemente Liguri Apuani e più anticamente Sengauni) furonTabula Peutingeriana: Pars IV - Segmentum IV ; Rappresentazione delle zone Apuane con indicate le colonie di Pisa Lucca Luni ed il nome "Sengauni" o tutti (50 mila circa) deportati nel Sannio dove assunsero il nome di Sanniti dopo che i Sanniti originali erano stati sterminati a loro volta dagli stessi romani. Dunque fra le odierne Alpi Apuane parrebbe non essere rimasto più neppure un briciolo od una traccia di quell’antica tribù. Tuttavia da analisi recenti sui cromosomi e da ricerche sui dialetti, sui costumi sulle ricette culinarie delle zone Apuo/Emiliane (Lunigiana/Garfagnana/Reggiano/Parmense) cioè di quelle zone che oggi definiamo Luneziane, parrebbe di capire che vi sono consistenti presenze di antichi legami con le originarie tribù Liguri Apuane; tanto da far pensare che siano stati numerosi gli Apuani sfuggiti alla “pulizia etnica” del 180 a.C.
Nel Sannio invece quegli Apuani diventati nominalmente Sanniti capeggiarono la “Guerra Sociale” di ribellione a Roma che finì malissimo per loro, poichè vinse Silla che provvide a sgozzare ad uno ad uno tutti i Sanniti/Apuani sopravvissuti (ciò intorno all’80 a.C.)

Redazione I.D : Quali luoghi  ancora mantengono una traccia significativa del loro passaggio?

Valter Bay:  Se nel Sannio non vi è più traccia cromosomica degli antichi Apuani, invece sull’Appennino Tosco Emiliano si riscontrano marcatori genetici ed influssi dialettali collegabili alle tribù originali.
Ciò fa presupporre che gli Apuani nascostamente sopravvissuti si integrarono (forse per via matronimica) con i coloni romani inviati da Augusto nel 33 a.C. dopo la battaglia di Azio, nelle zone delle attuali Lucca, Massa, Carrara, Sarzana, con lo scopo di bonificare le paludi costiere che andavano da Luni all’attuale Lago di Massaciuccoli ed erano chiamate “Fosse Papiriane”.
Redazione I.D: Cosa resta della loro cultura?

Valter Bay:  Non vi è descrizione analitica delle culture Liguri antiche, ma solo deduzioni ed intuizioni. Parrebbe di capire che i Liguri in genere, ma soprattutto gli Apuani fossero contadini e pastori legati più alla terra che al mare. Parrebbe che le tracce principali siano nascoste nelle parlate locali e nelle cosiddette pronunce “cacuminali” od in aspetti grammaticali delle multiformi parlate Apuane attuali. Da essi si evince che gli Apuani assunsero tratti culturali tipici dei Fenici (detti anche Puni) visto che furono fra i pochi alleati di Annibale durante la seconda guerra Punica (cfr. Seme di Luna – la IV guerra Punica) ed anche degli Etruschi di Volterra con i quali commerciavano.
Quanto ad altre notizie, talune recentissime ricerche fanno pensare che alcuni annalisti romani indicassero come tipici degli Apuani alcuni prodotti che essi preparavano fin dal neolitico e cioè
a) “formagi in forme di grosse ruote” (forse un antesignano dell’attuale Prmigiano?) che facevano rotolare dinnanzi a sè per trasportarli da un luogo ad un altro (cfr. Lorenzo Marcuccetti)
b) torte di erbe (o pizze o piadine detto con linguaggio moderno) che cucinavano arroventando una pietra piana ed ampia come una sorta di tavolo (in latino “picea”)
Gli Apuani scambiavano questi prodotti con vasellame in argilla (fenici e greci) o con attrezzi in ferro (Etruschi di Volterra) scendendo alle foci della Magra nel porto paludoso di Luni (lun/luke = radice celtica di Palude).
Quanto alle divinità da loro venerate si stanno analizzando il “culto delle vette” ed alcuni legami fra odierni toponimi montani ed antiche divinità etrusche o fenìce come Tinìa (mons Tiniosus – Montignoso) equivalente al greco Zeus ed al latino Giove od anche Turan (dea della prosperità – oggi vi sono località chiamate Turano) od ancora Tanit (divinità Cartaginese raffigurata in forma delle “statue stele” della Lunigiana)

Redazione I.D:  cosa resta del loro contributo?

Valter Bay:  Ogni popolo lascia una traccia ed un segno di progresso nel cammino dell’umanità. Gli Apuani furono una popolazione dura e ostinata che non si sottomise mai ai romani nè successivamente (quelle tracce rimaste) si sottomisero mai ad altri come Esarchi Bizantini, Longobardi, Provenzali di Carlo Magno ecc.) transitati nei secoli per le zone Apuane.
Forse essi si fusero con le popolazioni della Corsica tanto che sparse per il territorio anticamente Apuano ed oggi Luneziano, specie sul versante mare vi sono numerose località denominate “Corsanico” che testimoniano una antica simbiosi tra Corsica ed Apuane.
Ed in effetti possimao osservare come taluni tratti caratteriali di indomabilità siano comuni alle popolazioni delle due zone.

Alcune pubblicazioni interessanti sull’argomento.

Seme di Luna (Valter Bay)

La Lingua Dimenticata (Lorenzo Marcuccetti)

Saltus Marcius (la sconfitta di Roma contro la Nazione Ligure Apuana) -Lorenzo Marcuccetti, Petrartedizioni (Lu)

Associazione  Lunezia

 

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