Un nuovo look per Veleia romana

A cura di Francesco Dal Pino
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Storia | 0 Recensioni

Nel 1760 il Duca Filippo di Borbone avviò gli scavi che riportarono alla luce Veleia Romana.
In occasione dei 250 anni dalla riscoperta, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna offre al pubblico un percorso di visita attrezzato e un allestimento museale nuovi, aggiornati dai più recenti dati scientifici e con suggestivi richiami agli scavi settecenteschi.
Il percorso è interamente accessibile ai disabili motori e visivi, con testi in braille e mappe tattili
Seguirà visita guidata al nuovo allestimento dell’Area Archeologica e dell’Antiquarium
Segnalazioni e cartelli esplicativi, percorso di visita più agevole con descrizioni dettagliate, aree di sosta e comode passerelle per l’area archeologica; spazi per attività didattiche all’aperto, ampliamento e nuovo allestimento delle vetrine, con esposizione di reperti precedentemente esposti a Parma, digitalizzazione di antichi disegni e mappe degli scavi di Veleia, didascalie e schede mobili per l’Antiquarium. Il tutto con una nuova pannellistica bilingue e in Braille, mappe tattili, percorsi per disabili motori e un apparato grafico suggestivo e accattivante.
Cambiano volto il secolare municipium romano di Veleia e l’ottocentesca palazzina che dal 1975 ospita il piccolo Antiquarium: il nuovo allestimento sarà inaugurato sabato 27 marzo 2010, alle ore 11, dal Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, Carla Di Francesco, dal Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Luigi Malnati, e dalla Direttrice dell’area archeologica di Veleia, Monica Miari.
Il progetto di riordino, valorizzazione ed accessibilità ai disabili del sito romano di Veleia (costato circa 200mila euro) è stato interamente sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con i fondi del Piano Nazionale per l’Archeologia 2006.
L’obiettivo è rendere Veleia a misura di tutti, dagli studenti, famiglie e anziani che potranno godere di comodi punti di sosta, ai non vedenti, che potranno conoscere Veleia anche toccando alcuni reperti esposti nell’Antiquarium.
Nonostante l’ubicazione poco servita dai mezzi pubblici, l’area archeologica di Veleia si è imposta negli anni come una delle più interessanti dell’Italia settentrionale, vantando presenze che si aggirano sui 13mila visitatori all’anno: la speranza è che il nuovo allestimento possa attrarre nuovo pubblico, inducendo a tornare chi già la conosce.
Nota alle fonti antiche fin dai tempi di Plinio (“sulle colline di qua da Piacenza vi è la città dei veleiati”, scrive nella sua Naturalis Historia), nei secoli si era persa traccia della città romana di Velia e del luogo dove sorgeva. Solo il caso volle che, nel 1747, si trovassero i frammenti della grande tavola di bronzo iscritta oggi nota come Tabula Alimentaria traianea. L’interesse per l’eccezionale ritrovamento fu tale che, nel 1760, il duca di Parma don Filippo I di Borbone avviò gli scavi ufficiali fondando, pochi mesi dopo, il Ducale Museo di Antichità, oggi Museo Archeologico Nazionale di Parma, per accogliere gli straordinari reperti.
Situata a circa 460 metri di altitudine, Veleia ha il tipico aspetto di centro romano di montagna, con edifici articolati su terrazzamenti in parte naturali e in parte artificiali, e un Foro attorno al quale sono raggruppati gli edifici essenziali alla vita civile e le dimore delle famiglie più potenti. La città che oggi vediamo conserva l’aspetto assunto in età imperiale: tracce delle più antiche fasi di età repubblicana sono venute in luce nei quartieri settentrionali e occidentali, mentre del primitivo impianto urbano rimane testimonianza solo in una serie di edifici, visibili in pianta, in posizione obliqua rispetto all’orientamento del foro.
Il nuovo allestimento consente di apprezzare appieno la perfetta topografia del municipium, descrivendo con precisione strade, terme, botteghe, edifici pubblici e privati.Top
Completamente rivoluzionato anche il piccolo Antiquarium, ora arricchito da una trentina di reperti rinvenuti negli scavi ma finora conservati al Museo di Parma. Una serie di quinte riproducono a scala naturale le statue in marmo lunense raffiguranti i membri della famiglia imperiale giulio-claudia, ricreando l’impressione di camminare lungo il fondo della Basilica. L’esposizione per aree tematiche dei numerosi reperti monumentali rende più facilmente leggibile il loro significato correlato ai culti, alla vita pubblica e a quella privata mentre il recente restauro della statua cosiddetta di Giove Ligure ha evidenziato alcuni particolari che avvalorano l’identificazione del manufatto con la divinità preromana. Oltre alla testa particolarmente sproporzionata, forse pensata per una visione dal basso del personaggio presumibilmente seduto su un trono, e alle mani che impugnano due strumenti non più conservati, probabilmente in legno o metallo, la capigliatura ha rivelato due piccoli fori  che forse servivano per posizionare un diadema, legato con un nastro a V rovesciata ancora visibile sul retro. Una raffigurazione che sembra proprio rimandare a Giove con scettro e fulmine, divinità in cui i Veleiati avrebbero identificato il dio delle vette dei Liguri.
info 0523.807113

ingresso gratuito

 Area Archeologica di Veleia
Località Rustigazzo – Lugagnano Val d’Arda
tel. (+39) 0523 807113
 Aperta tutti i giorni dalle 9.00 ad un’ora prima del tramonto
dal 1 dicembre al 15 marzo, tutti i giorni dalle 9 alle 15
Chiuso Capodanno e Natale

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