Castello D’Albertis

A cura di Amalia Vitiello
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Arte, Cultura e personaggi, Musei | 0 Recensioni

Di proprietà del Capitano D’Albertis, la dimora rappresenta la partenza per addentrarci attraverso un viaggio ricco ed affascinante che ci conduce, percorrendo Sala Nautica, Salotto Turco, Sala Colombiana e Sala delle Meridiane, ai luoghi e alle civiltà da lui visitati e all’origine dei nostri processi di costruzione dell’identità, dell’appartenenza e dell’appropriazione.
Il Castello D’Albertis, eretto sui resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e il 1892, si affaccia sul porto di Genova dominando la città, porta il nome delCapitano Enrico Alberto D’Albertis, viaggiatore, scrittore, spirito avventuroso e curioso, che ha attraversato la storia di mezzo secolo della città, legando la propria vita al mare e ai viaggi. Al Capitano si attribuisce il merito di aver compiuto tre volte il giro del mondo e una volta il periplo dell’Africa, mediante i più svariati mezzi di trasporto, dalla nave al cavallo, dal treno al cammello, dalle barche a vela agli idrovolanti. Costruisce 103 orologi solari in tutto il mondo – di cui 10 al castello -, scatta migliaia di foto, raccoglie armi, cannoni e alabarde. Top
Insieme alle collezioni etnografiche e archeologiche del Capitano D’Albertis raccolte nei suoi viaggi in Africa, America e Oceania, la sua dimora ospita collezioni marinaresche (modellini di imbarcazioni, strumenti e carte nautiche) e fotografiche, spolveri delle meridiane, volumi della sua biblioteca e centinaia di disegni per la costruzione del complesso neogotico del castello. Spiccano le armi africane sudanesi e dello Zambesi, le lance cinesi e le alabarde europee, il materiale etnografico e archeologico proveniente dall’estremo settentrionale del Canada fino a quello meridionale della Terra del Fuoco. Tra il materiale archeologico, vale la pena ricordare i frammenti maya in tufo vulcanico provenienti dall’acropoli di Copán in Honduras.
Allo sguardo ottocentesco affascinato per l’esotico del capitano, nello spazio del bastione ottocentesco, portato interamente alla luce grazie alle opere di restauro del castello, si affianca uno sguardo rinnovato e contemporaneo sul mondo extraeuropeo, per proporre una riflessione sulla nostra cultura e sulle quelle altrui con la partecipazione dei veri protagonisti e legittimi attori, le popolazioni indigene stesse che hanno realizzato il materiale.
Ai diversi strati architettonici della struttura edilizia corrispondono diversi livelli di lettura, che rendono Castello D’Albertis uno spazio polifonico, luogo deputato per il dialogo e la comunicazione tra le città e il mondo extraeuropeo, oltre gli stereotipi e le convenzioni. Top
L’allestimento espositivo ribalta la nostra visione del mondo e della rappresentazione museale, avvalendosi del coinvolgimento delle comunità locali ed internazionali, di accorgimenti multimediali e soprattutto di un design a sottolineare la valenza segnica e la pregnanza culturale dei materiali.
Il castello è stato oggetto di un accurato intervento di restauro edilizio: il nuovo percorso museale attraversa l’abitazione del capitano per approdare ai veri soggetti, ossia le popolazioni indigene di Africa, America e Oceania. Il percorso si snoda lungo due itinerari strettamente collegati tra loro a partire dalla figura del Capitano D’Albertis, che appare non solo come l’ideatore della dimora neogotica che ripropone Genova in miniatura tra influenze esotiche e spunti marinareschi, ma funge anche da filo conduttore di un viaggio che, attraverso la sala colombiana, la sala gotica, la sala turca, la cabina e la sala nautica, conduce ai popoli visitati in tutto il mondo. Si approda così alle culture precolombiane, gli Inca e gli Aztechi, agli Indiani delle pianure americane, fino agli indigeni australiani, ai maori della Nuova Zelanda e agli abitanti della Polinesia.
Per concludere, occorre segnalare che, grazie alla collaborazione con Echo Art, Genova può vantare l’esposizione al Castello D’Albertis del Museo delle Musiche del Mondo, con strumenti, laboratori, spettacoli, mostre, e ascolti dal mondo e intorno al mondo.  Top

ORARIO D’APERTURA
Martedì – Venerdì dalle 10 alle 17
Sabato e domenica dalle 10 alle 18
Chiuso il lunedì.
 
INGRESSO A PAGAMENTO
Adulti: € 6
Bambini 4-12 anni: € 4,50
Bambini 0-3 anni: gratuito
Gruppi (1 gratuità ogni 25 paganti): € 4,50
Scuole (min. 15 ragazzi, 2 accompagnatori gratuiti): € 3,50
Tessera famigliare per n. 10 ingressi: € 30,00
Socio “Amici del Castello D’Albertis”: € 3,50
Offerta Natale
In occasione delle festività natalizie (8/12/05-6/1/06) dal Martedì al Venerdì:
Ingresso nonno + nipote (0-12 anni): biglietto ridotto a 4,50 euro (paga ridotto il nonno e gratis il nipote)
 
COME RAGGIUNGERE LA MOSTRA
Aeroporto
Volabus 100, scendere in piazza della Nunziata, prendere il 39, 40.
Stazione Marittima
Salire a piedi in piazza Acquaverde (Stazione Principe) e proseguire sulla sinistra verso Via Balbi per l’Ascensore Castello D’Albertis-Montegalletto.
Stazione Principe
Proseguire sulla sinistra verso Via Balbi per l’Ascensore Castello D’Albertis-Montegalletto.
Stazione Brignole
Prendere il 33, 39, 40.
Autostrada
Autostrada A7, A10, A12, A26 uscire a Genova Est, Genova Ovest.
 

 

Castello D’Albertis

A cura di Amalia Vitiello
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Arte, Cultura e personaggi, Musei | 0 Recensioni

Di proprietà del Capitano D’Albertis, la dimora rappresenta la partenza per addentrarci attraverso un viaggio ricco ed affascinante che ci conduce, percorrendo Sala Nautica, Salotto Turco, Sala Colombiana e Sala delle Meridiane, ai luoghi e alle civiltà da lui visitati e all’origine dei nostri processi di costruzione dell’identità, dell’appartenenza e dell’appropriazione.
Il Castello D’Albertis, eretto sui resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e il 1892, si affaccia sul porto di Genova dominando la città, porta il nome delCapitano Enrico Alberto D’Albertis, viaggiatore, scrittore, spirito avventuroso e curioso, che ha attraversato la storia di mezzo secolo della città, legando la propria vita al mare e ai viaggi. Al Capitano si attribuisce il merito di aver compiuto tre volte il giro del mondo e una volta il periplo dell’Africa, mediante i più svariati mezzi di trasporto, dalla nave al cavallo, dal treno al cammello, dalle barche a vela agli idrovolanti. Costruisce 103 orologi solari in tutto il mondo – di cui 10 al castello -, scatta migliaia di foto, raccoglie armi, cannoni e alabarde. Top
Insieme alle collezioni etnografiche e archeologiche del Capitano D’Albertis raccolte nei suoi viaggi in Africa, America e Oceania, la sua dimora ospita collezioni marinaresche (modellini di imbarcazioni, strumenti e carte nautiche) e fotografiche, spolveri delle meridiane, volumi della sua biblioteca e centinaia di disegni per la costruzione del complesso neogotico del castello. Spiccano le armi africane sudanesi e dello Zambesi, le lance cinesi e le alabarde europee, il materiale etnografico e archeologico proveniente dall’estremo settentrionale del Canada fino a quello meridionale della Terra del Fuoco. Tra il materiale archeologico, vale la pena ricordare i frammenti maya in tufo vulcanico provenienti dall’acropoli di Copán in Honduras.
Allo sguardo ottocentesco affascinato per l’esotico del capitano, nello spazio del bastione ottocentesco, portato interamente alla luce grazie alle opere di restauro del castello, si affianca uno sguardo rinnovato e contemporaneo sul mondo extraeuropeo, per proporre una riflessione sulla nostra cultura e sulle quelle altrui con la partecipazione dei veri protagonisti e legittimi attori, le popolazioni indigene stesse che hanno realizzato il materiale.
Ai diversi strati architettonici della struttura edilizia corrispondono diversi livelli di lettura, che rendono Castello D’Albertis uno spazio polifonico, luogo deputato per il dialogo e la comunicazione tra le città e il mondo extraeuropeo, oltre gli stereotipi e le convenzioni. Top
L’allestimento espositivo ribalta la nostra visione del mondo e della rappresentazione museale, avvalendosi del coinvolgimento delle comunità locali ed internazionali, di accorgimenti multimediali e soprattutto di un design a sottolineare la valenza segnica e la pregnanza culturale dei materiali.
Il castello è stato oggetto di un accurato intervento di restauro edilizio: il nuovo percorso museale attraversa l’abitazione del capitano per approdare ai veri soggetti, ossia le popolazioni indigene di Africa, America e Oceania. Il percorso si snoda lungo due itinerari strettamente collegati tra loro a partire dalla figura del Capitano D’Albertis, che appare non solo come l’ideatore della dimora neogotica che ripropone Genova in miniatura tra influenze esotiche e spunti marinareschi, ma funge anche da filo conduttore di un viaggio che, attraverso la sala colombiana, la sala gotica, la sala turca, la cabina e la sala nautica, conduce ai popoli visitati in tutto il mondo. Si approda così alle culture precolombiane, gli Inca e gli Aztechi, agli Indiani delle pianure americane, fino agli indigeni australiani, ai maori della Nuova Zelanda e agli abitanti della Polinesia.
Per concludere, occorre segnalare che, grazie alla collaborazione con Echo Art, Genova può vantare l’esposizione al Castello D’Albertis del Museo delle Musiche del Mondo, con strumenti, laboratori, spettacoli, mostre, e ascolti dal mondo e intorno al mondo.  Top

ORARIO D’APERTURA
Martedì – Venerdì dalle 10 alle 17
Sabato e domenica dalle 10 alle 18
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Adulti: € 6
Bambini 4-12 anni: € 4,50
Bambini 0-3 anni: gratuito
Gruppi (1 gratuità ogni 25 paganti): € 4,50
Scuole (min. 15 ragazzi, 2 accompagnatori gratuiti): € 3,50
Tessera famigliare per n. 10 ingressi: € 30,00
Socio “Amici del Castello D’Albertis”: € 3,50
Offerta Natale
In occasione delle festività natalizie (8/12/05-6/1/06) dal Martedì al Venerdì:
Ingresso nonno + nipote (0-12 anni): biglietto ridotto a 4,50 euro (paga ridotto il nonno e gratis il nipote)
 
COME RAGGIUNGERE LA MOSTRA
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Stazione Principe
Proseguire sulla sinistra verso Via Balbi per l’Ascensore Castello D’Albertis-Montegalletto.
Stazione Brignole
Prendere il 33, 39, 40.
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Autostrada A7, A10, A12, A26 uscire a Genova Est, Genova Ovest.
 

 

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