L’omo ar bozo

A cura di Marusca Cesare
Scritto il 13 febbraio 2014 | Argomenti: Curiosità, Eventi, Sagre e Feste | 0 Recensioni

L’Omo ar Bozo è una delle più antiche tradizioni carnevalesche d’Italia risalente, secondo ipotesi accreditate, al XV secolo. A

quell’epoca i Bravi di Ameglia, non proprio brava gente, avrebbero iniziato la tradizione arrestando il primo forestiero che fosse capitato nel comune durante la domenica grassa e, dopo avergli fatto sborsare un ingente somma di denaro a profitto della Società di Ballo, buttandolo nelle gelide acque di un “bozo”.

La tradizione e il folclore:
Nella domenica grassa l’esercente che apre la sala da ballo deve trovare una persona disposta a fingersi reo confesso di alcuni delitti e, perciò, sottoposto in modo tragicomico all’insindacabile giudizio degli anziani del paese. Il giudicando, incappucciato e vestito con mutande, calze e corpetto rigorosamente di lana filata dalle signore, verrà preso di forza e trasportato davanti alla casa Municipale dove, ad attenderlo, ci saranno gli anziani con il primo verdetto: versamento di 100 scudi d’oro oppure al Bozo!

L’accusato, non disponendo di tale cifra, verrà nuovamente trasportato a forza, seguito da un corteo di personaggi travestiti e mascherati, stavolta davanti all’attuale Porta della Piazza Vittorio Emanuele dove apprenderà la seconda sentenza di pagamento, ridotta di 10 scudi. Il pover’uomo sarà così costretto a guidare il Il colpevolecorteo o meglio, a farsi trascinare davanti al corteo fino all’ultima tappa, sul ciglio del Bozo. Qui, per l’ultima volta, sarà “invitato” a pagare la somma richiesta ma, non disponendo degli scudi, l’accusato verrà smascherato (in tutti i sensi dato che la sua identità era totalmente sconosciuta a tutti) e, subito dopo, gettato in acqua.

Dopo il tuffo, i balli e i canti la vittima viene portata nella sala da ballo e, svestita degli abiti fradici, “servita di pane, di vino e di carne”.

Cenni storici:
L’Omo ar bozo nasce come una forma diversa di manifestazione folcloristica e si modifica sino a diventare un carnevale diverso, fondato sul quotidiano, sull’osservazione della realtà e la sua rappresentazione. Le maschere, create inizialmente con calchi di gesso colato sui visi dei partecipanti divengono, negli anni, ancora più articolate e suggestive andando a delineare diversi personaggi facenti parte del corteo, ognuno con ruoli ben precisi: dal gregge di caproni ai cani, dai corribanti alle statue stele fino ad arrivare alle cariche più alte come le guardie. II tema scelto fa da sfondo alla ripetizione del rito dell’omo ar bozo e deriva dai problemi del quotidiano, dal costante “pagae o non pagae ar bozo tà d’andae “ che segna la ripetizione dell’abuso di potere fatto sui più deboli.

L’eco del successo delle manifestazioni è arrivato fino a Strasburgo dove, nel 1996 e nel 2000, invitati dal direttore della Casa di Cultura “La Laiterie”, i personaggi guidati da Walter Tacchini (ideatore dei calchi e quindi delle maschere) hanno rappresentato per le vie della città e nel teatro cittadino ‘l’omo ar bozo”.

Oltre a ciò il grande lavoro di Walter Tacchini è stato portato ad esempio di come l’arte può diventare vero e proprio linguaggio, espressione della pura creatività dell’uomo, quando l’artista riesce ad abbandonare il proprio nido e a portare l’arte nei quartieri, in mezzo alla gente e attraverso la gente ricercare la propria identità culturale.

Questo rito popolare è molto sentito nel comune di Ameglia anche perchè, durante i mesi di preparazione all’evento, lo stesso diventa un’occasione di aggregazione per i cittadini i quali si ritrovano, quotidianamente, nei laboratori a lavorare sulle proprie maschere. Giovani e anziani hanno modo di ritrovarsi assieme e condividere la storia del proprio paese, confrontarsi su tematiche attuali e lavorare tutti assieme per un unico fine: divertisti e tramandare uno dei beni più importanti di cui disponiamo, le tradizioni.

omoarbozoL’edizione 2014 de L’Omo ar Bozo si terrà Domenica 30 Marzo. Luogo di ritrovo: Bivio di Ameglia, Bar Mirò.
L’evento è aperto a tutti e tutti sono invitati ad assistete e partecipare alla manifestazione che, quest’anno, si svilupperà attorno al tema del Riciclo.
E’ attiva, inoltre, la pagina facebook all’interno della quale vengono pubblicate foto, aggiornamenti e curiosità.
Chiunque è invitato, inoltre, a partecipare alle attività organizzative e le eventuali proposte creative saranno analizzate dai responsabili. Il Laboratorio per la costruzione delle maschere è aperto tutti i giorni dalle 21.00 alle 24.00 , il Sabato e la Domenica anche dalle ore 15.00 alle 18.30.

 

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