Montemarcello-Magra

A cura di Amalia Vitiello
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Geografia | 0 Recensioni

Dall’alto della cima del Caprione, nella splendida cornice dalla multiforme vegetazione mediterranea,
si rimane incantati di fronte a tanta bellezza, potendo godere del panorama ad ovest del golfo di La Spezia e ad est della fertile piana del fiume Magra. Sensibili al fascino ed all’importanza strategica del territorio, i Romani insediarono la città di Luni, in quell’area fluviale che oggi alterna coltivazioni e zone umide, ove nidificano uccelli acquatici, a settori assai compromessi. Nato dalla fusione del precedente parco fluviale e dell’area protetta di Montemarcello, il parco costituisce così una sperimentazione della riqualifica di zone degradate. Il Vara, affluente del fiume Magra, costituisce il tratto fluviale più integro. Caratterizzata dalla presenza di nuclei storici e castelli, nonché antichi mulini ad acqua, la valle include l’insieme delle colline che separano le acque sud-orientali del golfo della Spezia dalla pianura del Magra che scorre in territorio ligure ed il basso e medio corso del Vara, fino a Ponte Santa Margherita. Il Parco si estende per 4.320,8 ha, da Punta Bianca, estremità rocciosa meridionale del promontorio del Caprione sino alla verde vallata del Vara, un territorio ricco di valenze naturali, storiche e culturali, passando attraverso ben diciotto comuni: Ameglia, Arcola, Beverino, Bolano, Borghetto Vara, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Carro, Carrodano, Follo, Lerici, Pignone, Riccò del Golfo, Rocchetta Vara, Santo Stefano Magra, Sarzana, Sesta Godano e Vezzano Ligure. Top
L’area costiera è attraversata da una serie di antiche mulattiere in pietra che collegano gli antichi borghi di Ameglia, Tellaro e Montemarcello ed è caratterizzata da una ricca flora mediterranea.
Nell’ambiente fluviale della bassa Val di Magra nella sua unicità, seppur fortemente sfruttato dall’intervento dell’uomo, è possibile trovare aree di sosta e di nidificazione di notevole rilevanza per l’avifauna migratoria.
Inoltre, un sistema di percorsi pedonali e ciclabili consente l’utilizzo delle sponde fluviali.
Caratterizzata da immense foreste e naturali corsi d’acqua ancora integri, la Val di Vara è una terra di radicate tradizioni contadine, che, tuttavia, è riuscita sapientemente a tenere insieme la valorizzazione dei prodotti tipici locali e delle attività agricole con la tendenza a sviluppare il settore turistico, migliorandone sempre di più l’offerta.
 

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