Castello Aghinolfi

A cura di Francesco Dal Pino
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Storia | 0 Recensioni

Castello Aghinolfi_Montignoso_MSAperto al pubblico dopo il restauro terminato nel 2001, l’elemento più caratteristico del territorio di Montignoso, già frequentato dagli antichi Liguri-Apuani, è rappresentato dal Castello Aghinolfi, poderosa fortificazione altomedievale, uno dei più antichi manieri italiani, posto a difesa della zona e fortezza mai espugnata. Nel medioevo il Castello Aghinolfi ebbe una particolare valenza strategica e fu conteso e ambito con secolari lotte dalle comunità di Lucca e Pisa, dalla signoria dei vescovi di Luni, dai Malaspina e dai loro Castello Aghinolfi_Montignoso_MSconsanguinei Marchesi di Massa. Le fonti scritte testimoniano l’esistenza della rocca nei secoli dell’alto medioevo: una pergamena datata 753, autentica nei contenuti sebbene rielaborazione tarda del documento originale, cita un oliveto situato nei pressi del "castellum Aginulfi". L’antichità del documento – l’atto più antico riferito al castello, ritenuto autentico, risale al 764 – ed il toponimo, di chiara origine longobarda, spinsero Alfredo D’Andrade, grande esperto di architettura medievale del secolo XIX, a considerare il mastio ottagonale uno dei più interessanti monumenti militari longobardi italiani.
La fortificazione, delimitata da un’ampia cinta muraria post-medievale, presenta una complessa articolazione interna costituita da un’area residenziale, il vecchio borgo, e da un’area più propriamente militare, caratterizzata dalla presenza del mastio.
La strada panoramica che da Montignoso conduce a Strettoia attraversa l’intera collina sulla quale sorge il Castello Aghinolfi. In prossimità della cima, una via sterrata porta direttamente agli imponenti ruderi del castello, del quale appare, in mezzo alla ricca vegetazione, un grosso sperone: l’estrema punta nord del complesso fortificato. Qui era collocata una guardiola sorretta da alcuni mensoloni ancora oggi visibili mentre, all’interno del baluardo, si trova una torre a base semicircolare. La strada d’accesso costeggia il bastione, realizzato su di una parete di roccia. E’ su questo fianco, ad una distanza di circa 50 metri dallo sperone, che si trova l’ingresso al castello, anticamente difeso da una bertesca. Si accede quindi all’interno del primo cortile delimitato da un’ampia cinta muraria con torri di fiancheggiamento. Dentro questo cortile erano collocati numerosi edifici, adoperati come rifugi dagli abitanti di Montignoso, in caso di pericolo. Top
Castello Aghinolfi_Montignoso_MSE’ possibile scorgere ancora oggi alcune tracce di queste modeste strutture. Procedendo in direzione sud, dopo aver superato una doppia curva, la strada raggiunge la parte alta del castello, tramite un percorso scavato direttamente nella roccia e riparato verso mare da un parapetto. Al termine della rampa si trovava una porta, oggi non più visibile, protetta da un ponte levatoio, la quale conduceva nella parte più interna del castello, un secondo cortile sul cui perimetro erano state addossate numerose abitazioni. Varcata questa porta si trovava sulla sinistra la piazza d’armi, di forma triangolare, contraddistinta da un cammino di ronda sorretto da numerosi archi e dominata dal mastio, un grosso edificio a base ottagonale unito ad una torre a base circolare tramite una cortina muraria. Questo elemento così articolato costituisce il lato sud della piazza d’armi, dove è possibile notare alcuni resti di una modesta cappella castrense, a base rettangolare.
L’elemento architettonico più interessante del complesso fortificato è il grosso edificio ottagonale, riconoscibile anche come il più antico.  
Castello Aghinolfi_Montignoso_MSPer quanto la documentazione scritta attesti la presenza di un’opera fortificata già nell’VIII secolo, la struttura ottagonale è cronologicamente assegnabile ai primi secoli del basso medioevo e sembra rivelare alcuni caratteri, come la ripartizione orizzontale a bande bicromatiche e le dimensioni interne della struttura, tipici di architetture non solo militari ma anche residenziali.Tramite una cortina muraria la struttura ottagonale era collegata alla torre a base circolare, definita nella documentazione come "baluardo di San Paolino". A questo complesso si accedeva tramite una scala retrattile collocata tra il terrapieno e l’impianto ottagonale, in seguito sostituita da una scaletta in muratura, visibile nelle rappresentazioni ottocentesche e attualmente non più esistente. Una volta saliti sul terrapieno, è possibile accedere al baluardo di San Paolino. All’interno del complesso architettonico sono individuabili strutture risalenti a momenti storici diversi.  Top
 La torre ottagonale sembra riconducibile ai primi secoli del basso medioevo Recenti datazioni avvenute su frammenti di carbone inclusi nella malta assegnerebbero la costruzione ad un periodo compreso tra la metà del secolo XI e la metà del secolo XII. In quel periodo il castello Aghinolfi era costituito solamente dalla grossa torre, che assolveva nello stesso tempo alle funzioni di difesa e probabilmente di dimora. Tra le rovine non sono apprezzabili resti di strutture propriamente trecentesche, ma si possono attribuire a questo periodo alcuni interventi di risarcimento delle murature dell’impianto a base ottagonale. Il castello sembra essere stato pesantemente modificato nel secolo XV, al quale potrebbe risalire l’aspetto architettonico che attualmente lo contraddistingue. Una grossa torre a base circolare, assieme ad un terrapieno, aveva lo specifico ruolo di difendere nel versante montano l’antica struttura ottagonale, che assumeva la funzione di mastio. Il complesso si componeva così di un ampio perimetro fortificato, definito nelle fonti scritte come primo procinto, e di un secondo procinto.
La documentazione del XVI secolo riferisce dell’esistenza di numerose abitazioni, circa 130, esistenti nei due procinti, delle quali sono oggi visibili solamente le fondamenta. Le case erano state erette dai Montignosini come rifugio in caso di pericolo e per questo motivo conservavano derrate alimentari, vino, olio e carne secca. Nel 1585 venne abbattuta la parte alta del mastio, ritenuta più pericolosa che utile. Alla fine del cinquecento risale la sistemazione della piazza d’armi, realizzata tramite la demolizione degli edifici adiacenti al mastio e, probabilmente, la costruzione del muro perimetrale est, con il cammino di ronda e gli accessi al corridoio sotterraneo. L’importanza della fortezza di Montignoso, alla fine del secolo XVI e agli inizi del XVII, era tale per i Lucchesi da richiedere ulteriori interventi fortificatori soprattutto per proteggere il lato rivolto a levante, dove artiglierie nemiche avrebbero potuto infliggere gravi danni; tuttavia la costruzione di nuove murature sarebbe costata una ingente somma, pari a tremila scudi, e una commissione incaricata preferì spendere una modesta cifra per rinforzare quelle già esistenti.
Castello Aghinolfi_Montignoso_MSNon si hanno notizie di interventi realizzati nel castello posteriormente al secolo XVII e lo stesso cadde in rovina verso la metà del secolo XVIII. Carlo Lodovico di Borbone, Signore di Lucca, lo acquistò per recuperarlo, ma il suo progetto non andò a buon fine.   
All’interno, un pavimento in vetro mostra al vero la stratigrafia delle pavimentazioni antiche e degli oggetti ivi rinvenuti. Per l’occasione è stata realizzata anche un’installazione multimediale permanente che, all’interno del mastio restaurato, spiega le fasi evolutive del castello mediante ricostruzioni virtuali animate al computer.
 
ORARIO DI APERTURA
In estate                     
Dalle 17.00 alle 20.00. Chiuso il lunedì.
In inverno       
Dalle 15.00 alle 18.00, solo domenica e festivi.
 
INGRESSO A PAGAMENTO
Intero: 3,00 euro.
Ridotto: 1,50 euro.
 

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