La famiglia di Napoleone Bonaparte

A cura di Amalia Vitiello
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Storia | 0 Recensioni

All’apice del grandioso momento dell’impero napoleonico (1804-1815), molte erano le città italiane pronte a volere dichiararsi città d’origine dei Bonaparte, tra queste Firenze, Treviso, Bologna, San Miniato ed anche Sarzana, la sola ad essere in grado di certificare con prove documentali il rapporto dei Bonaparte protagonisti della loro società civile con i Bonaparte emigrati in Corsica dai quale nasce appunto Napoleone.
In particolare, si evidenzia la dichiarazione di Napoleone resa da Francesco Antommarchi, medico personale di Napoleone a Sant’Elena, nel proprio diario: "L’ultimo dei miei antenati che abitò la Toscana aveva i principi che io professo. Li difendeva come me: come me ne fu vittima. La fazione dello straniero riuscì ad avere la meglio; il partito nazionale fu battuto, bandito; Bonaparte andò a cercare asilo a Sarzana, poi in Corsica. Ma le relazioni famigliari non furono rotte. I suoi discendenti continuarono a rimanere con il ramo che si è stabilito a San Miniato….". E’ ancora da accertare se realmente i Bonaparte esiliati da Firenze siano i capostipiti dei Bonaparte vissuti a Sarzana, dai quali deriverebbe, per una discendenza non interrotta, Napoleone. A sostegno della tesi di chi sostiene che questa famiglia venga detta indigena, la documentazione storica rinvenuta rileva la presenza dei Bonaparte in varie località limitrofe a Sarzana antecedentemente alla scacciata degli stessi da Firenze.  Top
Primogenito di Carlo Maria Bonaparte e Letizia Ramolino, Giuseppe Bonaparte, Re di Napoli prima e di Spagna poi, abbandonati gli studi ecclesiastici per ricoprire il ruolo di capofamiglia a seguito della prematura scomparsa del padre, giunge a Sarzana proprio con l’intento di ricostruire la genealogia della propria famiglia e dimostrarne le nobili origini. Giuseppe, le généalogiste de famille come veniva chiamato da Napoleone, sia pur frequentando, durante i suoi studi a Pisa, la casa dei Bonaparte a San Miniato sapeva di discendere dal ramo dei Bonaparte, che per lungo tempo avevano trascorso la loro vita a Sarzana, prima di trasferirsi definitivamente in Corsica. Pertanto si recò in quell’anno dal notaio ed archivista sarzanese Giovanni Antonio Vivaldi, incaricandolo di ricostruire mediante valida documentazione il proprio albero genealogico sino a provare la discendenza dai Bonaparte nobili fiorentini esiliati a Sarzana, nel XIII secolo, a causa delle continue lotte fra le fazioni Guelfe e Ghibelline. Ma non essendo soddisfatto del lavoro svolto, Giuseppe trasferì l’incarico a Domenico Marita Bernucci nel 1789, ex-abate che si appassiona allo studio senza volerne sapere le motivazioni. Le scoprirà più avanti, durante l’invasione dell’Armée d’Italie, quando il nome di Napoleone Bonaparte è sulla bocca di tutti a causa delle sue folgoranti imprese. La ricerca del Bernucci però non raggiunge lo scopo atteso da Giuseppe Bonaparte, arrivando solo a dimostrare che Gabriele, figlio di Francesco Bonaparte di Sarzana, dimorante ad Ajaccio nell’isola di Corsica nel 1567, discende da Gianfardo, vissuto a Sarzana nei primi anni del 1200. La ricerca si ferma non potendo vantare l’esistenza di documenti in epoca anteriore.  Top
Tuttavia Gabriele viene a costituire il punto di congiunzione che permette la ricostruzione completa, perlomeno dall’inizio del XIII secolo, della genealogia di Napoleone, a partire dalla verifica dell’albero genealogico che Carlo Maria presenta alla scuola militare reale di Brienne per l’ammissione del proprio figlio Napoleone, e che inizia proprio con Gabriele, presente in Corsica vers 1567.
Di contro, quello ricostruito a Sarzana dal Bernucci tramite gli atti notarili e i documenti presenti nell’archivio capitolare ed in quello comunale, termina appunto con Gabriele che, come risulta da un atto notarile di cessione di credito vantato nei confronti del proprio cognato Francesco Montani a causa della vendita della propria casa situata in Sarzana in Piazza della Calcandola, nel Palazzo Calandrini nell’attuale piazza Matteotti, è residente ad Ajaccio proprio nel 1567. Coincidenza esatta quindi nel nome, cognome ed anno dell’ultimo Bonaparte sarzanese, capostipite del ramo corso. Seppur deluso dall’esito delle ricerche, non rappresentando prove tangibili sulle nobili origini dei Bonaparte, Giuseppe non si perde d’animo ed invia al Granduca Leopoldo di Toscana una supplica con lo scopo di essere insignito dell’Ordine di Santo Stefano, al quale potevano accedere solo i nobili, in quanto si accorge che in Francia, diversamente dalla Corsica dominata dalla Repubblica di Genova, diviene importante essere di nobili origini al fine di accedere alle cariche pubbliche. Nella supplica, che non fu accolta in quanto Giuseppe veniva considerato straniero giacché la Corsica era divenuta francese dal 1768, lo stesso ricorda che la sua famiglia si trasferì da Firenze a Sarzana, dove i suoi membri ricoprirono incarichi importanti nella collettività, contraendo anche matrimoni con famiglie prestigiose come quella dei Malaspina, e da successivamente si insediò in Corsica in modo definitivo. I Bonaparte, infatti, a Sarzana, quasi tutti insigniti del titolo di Ser, ossia notaio, hanno quasi sempre ricoperto cariche importanti nel governo della città: dalla carica di Sindaco a quella di Priore, dall’essere membri del consiglio degli Anziani ad ambasciatori e procuratori della città. Top
Da segnalare, rispetto ai matrimoni con importanti famiglie, quello contratto tra Giovanni Bonaparte e Isabella Calandrini nel 1397, anno in cui nasce il cugino di questa, Tommaso Parentucelli, che diverrà pontefice nel 1447 col nome di Niccolò V, grande umanista e fondatore della biblioteca vaticana
Tra i cinque figli di questo matrimonio vi è Cesare Bonaparte, che sposa nel 1440 donna Apollonia Malaspina, figlia di Nicolò Malaspina marchese della Verrucola. I marchesi Malaspina rappresentavano una delle famiglie di più antica nobiltà della penisola imparentata, come verrà ricordato dallo stesso Napoleone, anche coi Brunswick, casa regnante d’Inghilterra. 
Giovanni, figlio di Cesare, è il primo Bonaparte che si sposta temporaneamente in Corsica, a Bastia, come reggente per conto della potente famiglia dei Campofregoso, i quali congiungevano il dominio sulla Corsica con la loro signoria su Sarzana e Genova. Tra le due famiglie, i Campofregoso e i Bonaparte appunto, vi era un consolidato rapporto di amicizia, grazie anche ai comuni interessi letterari come dimostra l’assidua frequentazione della biblioteca dell’illustre famiglia genovese nella loro dimora di Sarzanello da parte del colto Cesare. Il periodo di avverse fortune per i Bonaparte porta il figlio di Giovanni, Francesco, a partire per la Corsica in quanto mercenario e balestriere a cavallo al servizio di Genova. Mentre Gabriele, figlio di Giovanni, anch’egli mercenario a cavallo, vende tutte le proprietà che ha a Sarzana e si stabilisce definitivamente ad Ajaccio. Costui sarà considerato il capostipite dei Bonaparte di Corsica. Top
Nel 1802 Cesare Remedi, senatore presso la Repubblica Ligure, incarica nuovamente Domenico Marita Bernucci di ricercare le tracce genealogiche degli antenati di Napoleone. Questa volta la ricerca sarà molto più approfondita, potendo vantare la disponibilità di numerosi certificati ed estratti d’atti; lo scopo è quello di accompagnare una richiesta della municipalità di Sarzana a Napoleone Bonaparte volta ad ottenere, nell’ambito della predisposizione del nuovo assetto amministrativo della Repubblica Ligure, il riconoscimento a capoluogo di cantone per la città. Nella lettera inviata al Primo Console, gli viene richiesto che Sarzana, città natale dei suoi antenati, attivi protagonisti della vita cittadina, nella prossima organizzazione dei Corpi Amministrativi e dei tribunali, non venga penalizzata, tenendo in considerazione il fatto che per aderire ai principi di eguaglianza aveva dovuto sacrificare i privilegi da sempre goduti, consistenti principalmente nell’esenzione dai dazi e dalle imposte. Tale supplica, unitamente alla nuova ricostruzione genealogica del Bernucci, verrà inviata a Parigi attraverso il Saliceti, ministro plenipotenziario francese presso la Repubblica Ligure.
Rispetto a Napoleone, egli stesso non fa mistero di conoscere quale siano e da dove provengano le origini della sua famiglia e lo ribadisce in più occasioni. Rilevante è l’episodio, da lui stesso narrato, quando l’Imperatore d’Austria, in occasione delle trattative per il matrimonio con sua figlia Maria Luisa, gli propose di volergli ricostruire una genealogia ad hoc, dalla quale si possa evincere la sua discendenza dai Bonaparte, signori di Treviso. Napoleone non accettò tale proposta, rispondendo che se proprio doveva inventargli degli antenati, doveva far sì che risultassero più nobili di lui, facendogli ascrivere almeno due imperatori fra i suoi antenati. L’Imperatore rise di questa proposta ma tornò sull’argomento in occasione del matrimonio del principe Eugenio di Baviera. Propose allora di farlo discendere dai Bompart di Marsiglia, di cui Bonaparte sarebbe stata una corruzione. "Ma cosa ci guadagnavo io a discendere dai Bompart che erano al massimo dei capitani di vascelli o dei comandanti di piccole squadre navali? Non mi sembrò che la famiglia Bompart potesse valere di più dei Bonaparte originari dalla Toscana, da Sarzana… Masseria, capitano corso di un reggimento del Genio, dimostrò che i Bonaparte erano alleati e imparentati coi Malaspina da cui discendevano i Brunswick e la famiglia reale d’Inghilterra e i loro parenti. Egli rilevò che i Bonaparte erano perciò di più antica nobiltà della famiglia di Svezia di Gustavo Vasa." Così Napoleone riuscì a far desistere l’Imperatore d’Austria da ulteriori propositi.
Accanto alla ricostruzione storica qui proposta, in altre occasioni saranno lo stesso Napoleone ed i suoi familiari a ricordare e dichiarare Sarzana quale loro città di provenienza in terra italiana.
 
Fonti bibliografiche
G. Sforza, “I Buonaparte in Lunigiana”, Torino, 1911.
F. Antommarchi, ”L’ultimo medico di Napoleone”, Ed. Documento Libraio, 1944.
F. Galantini “Napoleone Bonaparte le origini sarzanesi ” Società Editrice Buonaparte, Sarzana, 1999.
G.P. Balbi “L’ambiente culturale a Sarzana”, in “Niccolò V nel sesto centenario della nascita” a cura di F. Bonatti e A. Manfredi, Città del Vaticano, 2000.
A. Ivaldi “La signoria dei Campofregoso a Sarzana (1421-1482)”, in Atti della Società Ligure di Storia Patria LXXXI.
A. Neri “Aneddoti sarzanesi al tempo della Repubblica Ligure” Sarzana 1879, ristampa anastatica a cura dell’Associazione Culturale Progetto Spezia, Sarzana 1998.
Rivista francese “Figaro Litteraire”, febbraio 1959, traduzione dall’Avv. Luigi A. Rossi.

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