Storia di Chieri

A cura di Silvia Brunori
Scritto il 22 aprile 2014 | Argomenti: Storia | 0 Recensioni

In epoca romana Carreum Potentia, vive un periodo di prosperità. La cristianizzazione di Carreum è attestata nel V secolo dalla lapide di Genesia (anno 488).
Nella prima metà del secolo XI, il vescovo Landolfo cinge di mura la città (allora limitata al colle di San Giorgio e alle zone circostanti), la munisce di una torre i cui resti sono inglobati nel campanile di San Giorgio e costruisce fuori dalle mura, nella pianura, una chiesa dedicata alla Madre di Dio. Successivamente, nel medesimo luogo fu edificato il Duomo, la cui cripta è l’unico resto della chiesa landolfiana.
Vengono edificate numerose torri (donde il noto appellativo di "Chieri dalle cento torri") che servono da osservatorio e da difesa alle famiglie dei vassalli del Vescovo.
Alleata d’Asti, combatte contro Guglielmo V di Monferrato; ma questi, imparentato con l’imperatore Federico I Barbarossa, se ne vendica. Nel gennaio dell’anno 1155 Barbarossa occupa la città devastandone le torri e le fortificazioni.
Durante il XII secolo, la città va rendendosi sempre più indipendente dall’autorità vescovile; la Repubblica (cioè il comune) Chierese si dota di ordinamenti giuridici ed amministrativi. Viene costruita la Chiesa di San Leonardo, poi sede dei Templari e in seguito dei Cavalieri di Malta.
Con il XIII secolo, la Repubblica Chierese attraversa un periodo di grande prosperità e ha poco da invidiare, per splendore ed importanza, alle ben più famose Genova, Asti e Pisa. Piazza Mercadillo (attuale piazza Mazzini) è il cuore civile e politico della città.
Nel 1203 fonda il borgo di Villastellone, sulla strada per Carignano.
Nel 1238 viene nominata "camera speciale" da Federico II di Svevia, rimanendo soggetta soltanto alla diretta quanto remota autorità dell’imperatore.
Chieri, tuttavia, non ha ancora perfezionato il proprio processo d’autonomia che già prendono vigore le lotte intestine. L’oligarchia cittadina è divisa in due fazioni, la Società di San Giorgio o del popolo chierese ("Societas Populi") e la Società dei Militi ("Societas Militum"), legata alla potente ed antica famiglia dei Balbo.
Alla fine del secolo XIII, la Repubblica Chierese afferma il proprio dominio sulle terre e sui castelli vicini e costruisce la sua seconda cerchia di mura.
A causa delle sempre più violente lotte fra le fazioni cittadine, il Comune ha ormai imboccato il viale del tramonto. Così nel 1339 i chieresi si danno come sudditi al re Roberto d’Angiò, al quale concedono che metà del territorio chierese vada in feudo al principe Iacopo di Savoia-Acaia. Nel 1347, finita la dominazione degli Angiò in Piemonte, Chieri passa completamente a Iacopo d’ Acaia e successivamente, estintasi la linea degli Acaia, al ramo principale dei Savoia.
Nel XIV secolo è presente in città un folto gruppo di eretici catari e viene condannato al rogo l’eretico Giacomo Ristolassio (1395). In quegli anni le bande di Facino Cane devastano il territorio di Chieri.
Fra XIV e XV secolo nasce il movimento penitenziale dei Battuti bianchi. Sempre al XIV secolo risale la costruzione della chiesa di San Domenico.
Il XV secolo, finite le discordie intestine, segna per Chieri un periodo di prosperità economica e di particolare fioritura artistica.
Vengono riedificate le chiese di San Giorgio e di Santa Maria, l’odierno Duomo, rimaneggiato l’adiacente battistero ed affrescata la cappella dei Gallieri. Viene ricostruita anche l’antica San Leonardo, con l’annesso Ospedale di Santa Croce. Nasce in città l’Università del fustagno, voluta dai mercanti-imprenditori per difendere dalla concorrenza internazionale l’esportazione delle stoffe di cotone di produzione locale. I ricchi mercanti favoriscono l’arrivo in città di capolavori dell’arte fiamminga.
Nel 1494 e l’anno successivo il re di Francia Carlo VIII passa da Chieri durante la sua avventura militare in Italia, come ricorda una lapide in via Vittorio Emanuele II.
Con il XVI secolo si succedono epidemie di peste, guerre, devastazioni. Dal 1551 al 1562 Chieri rimane sotto il dominio francese.
Alcuni chieresi aderiscono alla Riforma protestante, che è decisamente avversata dal duca Emanuele Filiberto.
Arco di ChieriA fine secolo viene costruito l’Arco sulla via principale in onore di Emanuele Filiberto e di Carlo Emanuele I.Ancora la peste, con la grande epidemia del 1630, segna il XVII secolo, il quale tuttavia registra una nuova fioritura artistica di Chieri. Si costruiscono le chiese ed i conventi di San Filippo, Sant’Antonio, della Pace, di S. Margherita, dell’Annunziata. La collina si popola di ville patrizie.
Nel XVIII secolo, Chieri si arricchisce di nuovi capolavori, primo fra tutti la cupola di San Bernardino, di Bernardo Antonio Vittone. Durante il dominio napoleonico viene impiantato il grande stabilimento tessile dei Levi nel soppresso convento delle Carisse. Numerosi altri opifici nascono nell’Ottocento, specialmente nella seconda metà, quando i prodotti chieresi ben figurano nelle fiere internazionali del settore tessile.
Nel 1850 si distruggono le vecchie porte medievali e si privatizzano le mura, entro le quali la città è ancora interamente contenuta.
Nel 1871 proprio le esigenze del commercio di stoffa portano alla costruzione del tronco ferroviario Chieri-Trofarello, che permette di raggiungere più velocemente l’Italia e l’Europa.
Nella zona della stazione ferroviaria nasce il primo quartiere fuori le mura.
Nel 1878 la frazione di Santena si stacca da Chieri diventando Comune autonomo.

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